STIRPE LUPORUM

 

Linee antiche

 

 

 

La leggenda vuole che la Luporum stirpe origini dal console romano Publio Rutilio Lupo che morì nel 90 a.C., l'anno stesso del suo consolato, dando origine alle famiglie senatoriali romane dei Virii Lupi e dei Rutilii Lupi dalle quali, secondo recenti ricerche prosopografiche, epigrafiche ed onomastiche, derivò quella gallo-senatoriale ("germanica") di San Lupo(ca. 383 - 478 d.C.), vescovo di Troyes nel V secolo, noto alla leggenda per avere fermato Attila alle porte della città.

A sua volta il genealogista seicentesco parmense Ippolito Calandrini nella sua opera "Il publio Svezzese, ovvero, Historia Dell’Antichissima e Nobilissima Famiglia degli Illustrissimi Signori Marchesi di Soragna e vita Del Glorioso S. Lupo Vescovo e confessore", stampata a Parma nel 1653, fa discendere la famiglia Lupis da un fratello di San Lupo di Troyes, Sisulfo (o Gisulfo) (morto dopo il 448), che fu scudiere di due re Merovingi, Meroveo e Childerico I (San Lupo e il fratello erano entrambi figli di Eparchius (Epirochio Franconio) nobile di Toul), tracciandone una genealogia completa.

L'opera di Calandrini fa riferimento a molte fonti, sia storiografiche, come per esempio le cronache di Matteo Villani, sia notarili e documentarie. Molte di queste fonti non è ormai più possibile verificarle, trattandosi di documenti molto antichi, anteriori all'anno Mille, ormai irrimediabilmente perduti. Ad eccezione, però, della pergamena dell'VIII secolo di Liutprando, re dei Longobardi, che fa riferimento al primo marchese de' Lupis di Soragna, ancora conservata nell'archivio dei principi Meli Lupi nella Rocca di Soragna presso Parma, tutt'ora proprietà della famiglia.

 

 

Eparchius (Epirochio Franconio) virus nob. di Toul  suggested by M. Settipani's latest book about the nobility of the Midi

=  (* Ieul, Metz, Moselle, Lorraine, Francia ca. 383)

 

A.   Saint Lupo of Troyes  ( * Ieul, Metz, Moselle, Lorraine, Francia ca. 383 A.D.; + 478 A.D.9
Nato a Ieul, Metz, Moselle, Lorraine, France, intorno al 383, Lupo si fece monaco nell'abbazia di Lèrins dopo aver distribuito ai poveri tutti i suoi beni. Eletto vescovo di Troyes nel 426, difese la città dalla furia devastatrice degli Unni e combattè strenuamente la pullulante eresia ariana. Il martirologio romano ne ricorda la "deposizione" il 29 luglio, giorno in cui la Chiesa Beneventana ne ha sempre celebrato la memoria. Il culto di san Lupo, in Benevento e nella sua diocesi, risale almeno al IX-X secolo. Già nel IX secolo esisteva in Benevento una badia benedettina intitolata al suo nome, i cui abati esercitavano giurisdizione spirituale e temporale sul villagio fortificato di san Lupo (arcidiocesi e provincia di Benevento).
Quando, nel 1450, papa Niccolò V soppresse la badia, i beni e la agiurisdizione di essa furono annessi al capitolo metropolitano, che da quel tempo onora il santo vescovo trecense come suo insigne patrono. Patrono di san Lupo (BN) che lo venera dal 27 al 29 luglio con la processione del grano.
(Fonte: www.diocesidibenevento.org)

“Fu S. Lupo Nobilissimo Cittadino della Città di Ieul vicina a Metz di Lorena, e suo Padre si chiamò Epirochio di Sangue illustre, quale del 448 condotto a Roma Sisulfo suo figliolo minore, al servigio di Maroveo Re di Francia fu dedicato, qual accogliendolo in Casa sua, l'honorò di vantaggio, in riguardo della sua Nobiltà. Del titolo di suo Scudiere, carica in quel tempo delle principali di Corte; lasciò Lupo giovane anch'esso, ma con affettuoso spirito di paterno amore, ad un suo Zio raccomandollo, quale di lui con vigilante prontezza, hebbe particolare cura: che allo studio delle Lettere s'applicasse procurò, nelle quali molto profitto facendo, diventò nell'eloquenza insigne: è facil cosa l'imprimere nei cuori di chi vive desideroso di eternal salute l'Amor Divino, e strada evangelica, punti principali per conseguire la vera perfettione: i figli, che nell'età puerili si essercitano (sic) nelle virtù Christinae sono i diletti del Creatore: gionto all'età conveniente deliberò congiongersi col volere di Dio in matrimonio, ma prima di venir all'effetto, pensò di trovar Donna in tutta confacente al suo genio, cioè timorata di Dio (è il timor di Dio un vaso, che in sè rachiude ogni virtù Christianaç consideratione che dovrebbe essere il primo motivo all'huomo che desidera ammogliarsi: alli animi virtuosi è più caro l'unità de' voleri che l'unione de' corpi). Una Sorella di Sant'Hilario vescovo d'Arli prese per moglie, honestissima, & al culto di Dio intenta, colla quale visse sette anni con sommo contento dell'Anima sua (...) , dopo per più perfettamente potere accendersi nel servire Iddio, di commune consentimento tra loro si divisero, tutti i gusti del senso, e vanitadi del Secolo, lasciando da parte, la Casa, i Parenti, e gli Amici abbandonò Lupo (...) & al Monastero Lirinese, che in quel temo fioriva, si trasferì; in opinione di molti Santo, per essere addottrinato, e da Santo Honorato.”
da Ippolito Calandrini "Il publio Svezzese" Parma 1653

 

= Pimeniola (* 400 A.D.)

A.1. Hilaire virus nob. Langres (Ilario) (* ca. 420 A.D.) Per la sua discendenza vedi:. GENEALOGIA DA LUPO DI TROYES A LUPO DI AQUITANIA

= Quieta

 

B.. Saint Vincent of Lerins  (+ ca. 445 A.D.) Saint Vincent was born in Toul in Gaul; he was the brother of Saint Lupus, Bishop of Troyes, who was a companion of Saint Germanus of Auxerre. Saint Vincent was first a soldier, then left the world to become a monk of the renowned monastery of Lerins, where he was also ordained priest. He is known for his Commonitorium, which he wrote as an aid to distinguish the true teachings of the Church from the confusions of heretics; his most memorable saying is that Christians must follow that Faith which has been believed "everywhere, always, and by all." He wrote the Commonitorium about the year 434, three years dopo iler the Third Ecumenical Council in Ephesus, which he mentions in the Commonitorium, and defends calling the holy Virgin Theotokos, "She who gave birth to God," in opposition to the teachings of Nestorius which were condemned at the Third Council.
Saint Vincent reposed in peace about the year 445.

C . Sisulfus (Sisulfo) (Gisulfo) Nel 448 AD venne condotto a Roma dal padre. Fu scudiere del re dei Franchi Meroveo (+ dopo il 448 A.D.)  Scrive Ippolito Calandrini ne "Il publio Svezzese. Dell'antichissima e nobilissima famiglia degli illustrissimi signori marchesi di Soragna e vita del glorioso San Lupo vescovo e confessore" stampato in Parma, per i tipi di Mario Vigna, nel 1653, che Sisulfo (o Gisulfo) dopo la morte del fratello San Lupo, vescovo di Troyes, "pensò il modo col quale esso, e suoi descendenti, la felicissima memoria del Santo conservare si dovesse; e così di Franconio il Cognome, col quale chiamato venia, determinò di lasciare, e sottoscriversi Sisulfo Lupo. E per corpo d'impresa, una Lupa di color Celeste ergendosi, animata dal motto T. E. D: con le quali lettere l'amor verso del fratello eccessivo palesar voleva, cioé Teco Esso Desidero, e con detto motivo ebbe l'arma de' Lupis il suo principio illustre".Sempre secondo Ippolito Calandrini ne "Il publio Svezzese" Sisulfo fu preso come Scudiere del re di Francia Meroveo all'eta' di 18 anni e servi' per 26 anni sempre come scudiere del re Childerico. Lascio' il suo posto di scudiere reale al figlio Lupo, che servì dall'eta' di 26 anni il successore re Clodio.

Probabilmente è lui il Sisulfo citato da Jean Desmarets De Saint-Sorlin nel suo "Clovis ou la France chrestienne", Paris, 1666, pag. 31: "Dont les Chefs courageux Sisulfe & Gondoland L'vn à l aurre en hauts faits à l envy s egalant" e pag. 169: "Oppose à Gondomar les gendarmes François, Par  Sisulfe conduits au deffaut de Lisois".

= Una dama provenzale alla corte di re Meroveo

 

2.1. Eparchius (Epirochio) (gemello di Lupo)"

2.2. Lupo gemello di Eparchius; Scudiere Reale di Clovio, Re dei Franchi (+ dopo il 481 A.D.) Eredito' dal padre la carica di scudiere reale del re Clodio

 

3.1. Sisulfo (Gisulfo) Visse alla corte di re Childeberto

 

4.1. Lupo bis. All'eta' di 50 anni sposa una nobildonna della famiglia Dichi

= NN Dichi

 

5.1. Lupo  (+ dopo il 561 A.D.) postumo  Visse alla corte di Clotario

= Una dama di Parigi

 

6.1. Sisulfo (Gisulfo) ricordato anche come Magnulfo, fratello del Duca Lupo, fu vescovo di Tolosa verso il 585; entrambi alti dignitari alla corte di re Sigeberto, dal poeta di corte e loro amico Venantius Honorius Clementianus Fortunatus nel suo carme X "A Magnulfo" Libro VII.

6.2. Arnefrido (Arnesit) (Arnesito)

6.3. Lupo (* 525 o 550 + dopo il 603 A.D) Da identificarsi con ogni probabilità con quel Lupo che fu Duca di Champagne 575-81. Visse alla corte di re Sigeberto di cui fu Consigliere  v. G. Zonta, G. Balsamo-Crivelli, "Storia della letteratura italiana", Volume 1, Torino 1932, pag. 38: "Venanzio portò tra la truce efferatezza dei Merovingi uno sprazzo di raffinatezza, di cultura e di civiltà romana, per cui ben più a lui si addice il vanto ch'egli attribuisce a Lupo, consigliere di Sigeberto: "Sotto di te, Roma è qui ritornata e rivive".

Fu molto caro anche alla moglie del re Sigeberto, la regina Brunilde: "Due Duchi, Ursione  e Bertefredo, presero d'asalto la residenza di uno degli uomini più fidati di brunilde, Lupo, che si preparò a resistere". v. A. Magnani, "Brunilde: regina dei Franchi", Milano 2006, pagg. 51. 45. 32. Vedi anche H. Grisar, A. Bartoli, "Roma alla fine del mondo antico: secondo le fonti scritte e i monumenti, Volume 4152", 1943, pag. 292: "Al Duca Lupo, uomo di Stato di Sigiberto d'Autrasia, uscito da casa romanica, germanico e romano ad un tempo, il poeta dice con assai cortesia, che colla sua colta persona la illustre Roma ha preso stanza nella corte".

= Catelinda del Friuli nipote di Agone duca del Friuli dal 653 al 662

 

7.1. Agone  

7.2. Una femmina la cui parentela e matrimonio sono confermate da Gregorio di Tour, “Godegisilum, Lupi Ducis generum” cfr. Gregory of Tours IX, 12, RHGF II, p. 339.

= Godegisel (in seconde nozze) Il suo nome suggerisce una connessione con i Re di Burgundia, uno de quali si chiamava Godegisel. In prime nozze aveva sposato Palatina, figlia di Gallimagnus, alla quale Fortunato dedicò un componimento storico: “Palatina filia Gallimagni, uxore Godegisili Ducis

7.3. Clotario  

7.4. Una femmina

7.5. Sisulfo (Gisulfo) detto anche Romulfo (* ca. 550 + 590) Fu conte di Palazzo con possedimenti a Poitiers e Tours e Vescovo di Reims nel 590 "Romulfus ... vir carne nobilis germanus Iohannis tunc temporis ducis; quorum pater Lupus multas ei possessiones aequaliter inter se dividendas reliquit" cfr. Flodoard, Historia Remesis" ediz. a cura di I. Heller, G. Waitz, 1881, II, 4.

7.6. Lupo o Lupone duca del Friuli Fu fatto duca nel 662; morto in battaglia nel 647 AD (+ Friuli 663)  Narra Paolo Diacono: "Morto Agone, fu fatto duca Lupo (662). Questi, per una strada che in antico era stata costruita attraverso il mare (doveva essere una "sopraelevata" che univa Aquileia a Grado Ndr.), entrò con la cavalleria nell'isola di Grado; mise a sacco la città e recuperò e portò via i tesori che erano stati trasferiti da Aquileia

= Amilda o Ermelinda "Schiavona"(cioè degli Slavi, della Dalmazia) marchesa di alcuni castelli in Friuli. cfr.: G. Santini, "Europa medioevale: introduzione allo studio delle strutture territoriali di diritto pubblico : lezioni di storia del diritto italiano", 1986,`pag. 174

 

8.1. Sisulfo (Gisulfo)

= Romilda, figlia di Giulio. Il Calandrini ne “Il Publio svezzese”, cit., contesta l’asserzione di Paolo Diacono secondo la quale Romilda sarebbe stata la moglie del Duca del Friuli Gisulfo

 

9.1. Grimoaldo (+ 671) sepolto

= Ruggera

 

10.1. Raimondino  

10.2. Clotario

 

11.1. Bonifacio Si trasferisce a Roma con il fratello Ugolotto

11.2. Berengario Si trasferisce a Venezia

 

12.1. Alessandro Si trasferisce in Germania

12.2. Desiderio Si trasferisce in Francia

12.3. Ugo Si trasferisce in Germania

12.4. Sisulfo (Gisulfo) Si trasferisce in Francia)

12.5. 1° marchese Bonifacio Si sposa a Roma e diviene marchese di Soragna e del castello del luogo della Motta. Viene Nominato in un diploma di Re Liutprando in data 8 agosto 712, il più antico documento nel quale si parla del titolo di marchese di Soragna e della famiglia Lupis.
Del titolo di Marchese di Soragna, dato sempre sotto forma di investitura feudale di origine imperiale, sono sempre stati investiti TUTTI i rappresentanti maschi della famiglia, fino al 13 giugno1495, quando Bonifacio de' Lupis (+ 24-1/4-2-1497), Marchese di Soragna, istituisce la primogenitura a favore del figlio Diofebo.

 

13.1. Giovanni marchese di Soragna nato a Soragna

13.2. Berengario  

13.3. Ramondino Si trasferisce a Roma

13.4. Orazio Si trasferisce a Roma

13.5. Montino soldato"

13.6. 2° marchese Ugolotto marchese di Soragna nato a Soragna

 

14.1. 3° marchese Bonifacio marchese di Soragna insieme al fratello Raimondo Fu il primo a vivere a Parma" Secondo il Calandrini, oltre che in Soragna, possedeva beni in Francia, Toscana e Parma 

 

15.1. sacerdote Ubertino  

15.2. 4° marchese Lanfranco di Soragna (+ Padova)

 

16.1. 5° marchese Ugolino di Soragna 974 AD (+ dopo il 974 A.D.)

 

17.1. 6° marchese Ubertino di Soragna

= una gentildonna di Parma

 

18.1. Lanfranco

18.2. Stefano

18.3. Berengario

18.4. Cavalcabò

18.5. Giovanni

18.6. Orlando o Rolando

18.7. Altre nove figlie femmine

18.8. 7° marchese Ugolino o Ugolotto di Soragna

 

19.1. 8° marchese Ugolino di Soragna si traferisce da Roma a Firenze

= Una dama di casa Gonzaga di Mantova

 

20.1. 9° marchese Ubertino di Soragna

= Padova, Una dama dei conti di Lione, sep. nella cappella Lupis in Sant'Antonio di Padova.  Della famiglia de Forez, comtes de Lyon, forse Tetberga de Forez (*992 + 1010) f. di Artaud de Forez, comte de Lyon e di Théoberge de Maurienne

 

      21.1. Ugolotto de Lupis  "Fu Cavagliere molto compìto, e pieno di buoni desiderij, et in parma molto stimato,

            quale di vedere più cittadi, curioso caminò il mondo"

21.2. Anselmo de Lupis Crociato. Combatte a Gerusalemme"

21.3. Altre figlie femmine tutte monache a Padova

21.4. 10° marchese Bonifacio de Lupis di Soragna

= aft 3-8-1104 a Parma, una dama di Casa Lusignano dei re di Cipro e Gerusalemme gli portò in dote 12.000 scudi, per rogito di notar Ottavio Ardenghi di Parma del 3 agosto 1104

22.1. Gerardo de Lupis Signore di Soragna nel 1176 

22.2. Galeazzo de Lupis visse a Roma e Firenze"

22.3. 11° marchese Ubertino de Lupis di Soragna; ebbe due mogli

= NN morta dopo otto mesi di matrimonio

= una Cavalcabò, sorella di Aiguina e Guido. figli di Sopramonte Cavalcabò, signore di Zibello e Viadana (cfr.: C. Soliani, Nelle Terre dei Pallavicino, Parma, 1989, tav. gen.), dalla quale originirebbe la discendenza Obertenga attribuita appunto ai Lupi, da ritenersi quindi per ascendenza femminile e non maschile

 

23.1. 12° marchese Guido CAPOSTIPITE DEI LUPIS DI SORAGNA

Si divide Soragna con il fratello Sopramonte per rogito di notar Lazzarino Arcelli di Piacenza, dell'11 novembre 1203, nel quale rogito vengono chiamati "Marchesi di Soragna"

= una Cavalcabò, sorella di Aiguina e Guido,  figli di Sopramonte Cavalcabò, signore di Zibello e Viadana (cfr.: C. Soliani, Nelle Terre dei Pallavicino, Parma, 1989, tav. gen.). Secondo il Calandrini rifondano la Rocca di Soragna riedificandola dalle macerie in luogo diverso, detto "alli Castellazzi" di Soragna.

 

    24.1 Sopramonte Guerriero

    24.2. Rolando o Orlando Guerriero

    24.3. Uberto o Eberto o Roberto, Guerriero

    24.5. Raimondino Con i fratelli si divide Soragna per rogito di notar Oddo Resiliato (di Parma?) del 4 gennaio 1217.

   Secondo il Calandrini da questo atto appare chiaramente "che non alla Motta, ove era prima,

    ma alli Castellazzi Soragna si fabricava, e che molti anni prima, detti Marchesi Lupi, dall'acque del fiume Stirone,

    il vero dominio haveano, in mezo del quale alcuni Molini da suoi Antecessori piantati pacificamente godeano".

    = Una signora di Casa Gonzaga

 

23.2. Sopramonte de Lupis con il fratello Guido si divisero i beni di Soragna per rogito di notar Lazarino Arcelli, piacentino, dell'11 novembre 1203 + dopo il 11 nov 1203.

23.3. una femmina

23.4. una femmina

 

 

22.4. barone Lupo de' Lupis maresciallo del re Giovanni di Boemia. Nominato barone nel 1164 + dopo il 1164. CAPOSTIPITE DEI LUPIS DI BERGAMO E SAN GIOVANNI BIANCO (BE)

 

23.5. Antonio de' Lupis 

 

24.8. Detesalvus de' (Detesalvo) (Salvo) Lupis (1256)

24.9. Pietro de' Lupis

 

22.5. Armano de Lupis Signore di Soragna nel 1176 secondo il Campi

= Una dama di Casa Pallavicino

 

19.2. Manfredino de' Lupis Capitano in Ungheria; Secondo il Campi dovrebbe essere il CAPOSTIPITE DEI LUPIS DI CANOLO (RE)xe "de Lupis:Gerardo, Signore di Soragna nel 1176 secondo il Campi. Dovrebbe essere il CAPOSTIPITE DEI LUPIS DI CANOLO (RE)"  

Il luogo di Canolo o Canoli (terra de Canulis) è nominato fino dal 935 in una carta del Monastero di S.Prospero di Reggio, ed anche in un’altra del 963 (Cod. Dip. I,104 e 127).Era ivi la potente famiglia dei Lupi, che, secondo la cronaca di fra Salimbene, discendeva dai figli di Manfredo. Infatti all’anno 1266 narrando l’occupazione di Colorno fatta dai Guelfi dice che in quel­ la occasione restarono uccisi molti Ghibellini, fra i quali Manfredino de Canula de Regio . che il Pallavicino aveva creato Capitano, e soggiunse Hic erat ex filiis Manfredi de Mutina, et erat tanto pul­ critudinis, quod Absalom filiius David vix prevalebat ei . Questa fa­ miglia prese il nome dal Castello di Canolo di cui si fece padrona. In un documento del Monastero di S.Tommaso di Reggio del 1255 è nominata la Curia de Canulis , e fra i possidenti di essa filii D. Gerardi Lupi . Nel 1265 il Castello di Canolo fu occupato dai Sessi che erano Ghibellini, ma poco appresso i Guelfi lo ripresero. Il Comune di Reggio molte volte ebbe a combattere i Lupi di Canolo, e nel 1308 fu costretto ad assediare il Castello che dopo tre giorni fu costretto ad arrendersi, e tutti quelli che lo difendevano vi rimasero o morti o prigionieri ed uno dei Lupi vi fu appiccato. Nel 1311 Ni­ colò, Manfredino, Antonio e Iacopo de’ Lupi di Canolo furono im­ prigionati dal Comune di Reggio, e nel 1315 allorché si pubblicaro­ no i fulminanti decreti contro i Nobili della Palude, si ordinò che tali decreti si estendessero anche ai Lupi da Canolo. Nonostante ciò essi continuarono nel possesso del Castello, poiché un documento del 1334 ci mostra che allora ne era padrone Antonio figlio del fu Iaco­ po Lupi. In seguito il Castello andò distrutto ed ora se ne veggono appena le tracce (Dir. Topogr. I, 129).Dopo le vicende fortunose dell’età di mezzo, Canolo divenne una semplice Villa del Distretto di Reggio, soggetta nella massima parte alla stessa Comunità di Reggio, meno una piccola frazione che era dipendente dal Comune di Correggio. In seguito fece e fa ancora parte del suddetto Comune di Correggio. Durante il primo regno d’Italia. Canolo era Comune di 3° classe.La Chiesa di Canolo la troviamo nominata la prima volta in una Pergamena del Monastero di S.Prospero dell’anno 1144, nella quale è nominato un Iohannes Clericus de Canole , e se la Bolla apocrifa di Innocenzo II a favore della Collegiata di Correggio meritasse fe­ de, almeno per questo riguardo, ne avremmo cenno fino dal 1140, perché da essa sapremmo che la Chiesa di Canolo insieme a quella di Budrio sarebbe stata fondata dai Lupi, Feudatarii del Castello di Canolo che ne divennero padroni.

19.3. Lucrezio de' Lupis

19.4. Anselmo de' Lupis

 

15.3. Stefano de' Lupis

15.4. Berengario de' Lupis soldato Permuta alcuni beni col cugino Cavalcabò de Lupis il 4 ago. 918 (+ dopo il 4 ago 918 A.D) sep. Nella Cappella dei Lupi in Sant'Antonio di Padova. Permuta alcuni beni col cugino Cavalcabò de Lupis il 4 ago. 918 per rogito del notaio Francesco Balestrieri di Parma del 4 agosto 918. Sepolto a Padova

 

14.2. Raimondino de' Lupis

 

15.5. Francesco de' Lupis

= una gentildonna di Parma

15.6. Cavalcabò de' Lupis

= una gentildonna di Parma

 

14.3. Gio Paolo de' Lupis Gentiluomo di Corte"

14.4. Bartolomeo de' Lupis

14.5. Filippo de' Lupis

14.6. Francesco de' Lupis

14.7. Giulio de' Lupis

14.8. Anselmo de' Lupis

14.9. Una femmina

14.10. Una femmina

 

11.3. Ugolotto morto a Roma"

 

10.3. Giulio

10.4. Lupo o Lupone duca di Guascogna  (+ dopo il 700) Duca d’Aquitania e Duca di Guascogna 676–700: "Ducs de Gascogne.
Comme les chercheurs en histoire et en généalogie ne sont pas unanimes sur la filiation des premières générations des ducs de Gascogne, il faut donc les prendre avec une certaine réserve. Certains recommandent de les considérer comme une succession chronologique plutôt que comme une descendance de père en fils. C’est le point de vue de Jacques de Cauna dans «Cadets de Gascogne» édité à Bordeaux en 2002, où nous avons puisé l’essentiel de ce qui suit.
I – Le premier qui aurait porté le titre de duc de Gascogne est Loup I et aurait vécu vers 643-673. On le voit dans le sillage du patrice de Toulouse auquel il succéda. Il aurait trouvé en lui-même le fondement de son pouvoir, car on ne peut prouver qu’il était lie à la race royale des Mérovingiens."

(non deve stupire la genealogia di Lupo di Guascogna presentata dal Calandrini, ricordando che la sua tradizionale geenalogia non è supportata da alcuna prova dopo che lo storico Joseph-François Rabanis ha dimostrato che il documento sul quale si basava, la Charte d'Alaon, è in realtà un falso del XVII secolo)
 

 

10.5. Sisulfo fu sacerdote e poi vescovo in Spagna, nel 633. Partecipò al 4º Concilio di Toledo; v. Mémoires de la Société nationale des antiquaires de France, Volume 5, Parigi 1832, pag. 31

10.6. Arnefrido (Arnefit o Arnesit) si trasferisce in Inghilterra

10.7. Bonifacio soldato

10.8. Ugolino soldato

10.9. suor Catelinda

10.10. Ruggera  

 

9.2. Una femmina  

9.3. Una femmina

9.4. Giulio Prefetto (governatore?) in Egitto

 

8.2. Arnefrido o Warnefrido  (Arnesito) Nel 664 Il duca Lupo o Lupone del Friuli si ribella contro il re Grimoaldo ed è ucciso in battaglia Warnefrido figlio del detto Lupone tenta d impossessarsi con la forza del ducato del Friuli egli invoca l ajuto degli Slav i ma costretto dalle truppe langobarde rimase disfatto e morì sul campo presso Nimis cfr.: Gius. Dom. Della Bona, "Strenna cronologica per l'antica storia del Friuli e principalmente per quella di Gorizia sino all'anno 1500", Gorizia 1856, pag. 22

8.3. Theodarada del Friuli

= Romwald I Duke of Benevento

 

9.5. Grimoaldo II Duke of Benevento

 

 4.2. Lupo o Lupone morto a 29 anni"

 

3.2. Altri 3 figli

 

 

 

 

FONTI:

 

- Ippolito Calandrini: Il publio Svezzese, ovvero, Historia Dell’Antichissima e Nobilissima Famiglia degli Illustrissimi Signori Marchesi di Soragna

                               e vita Del Glorioso S. Lupo Vescovo e confessore, Parma, 1653

- G. Santini, Europa medioevale: introduzione allo studio delle strutture territoriali di diritto pubblico : lezioni di storia del diritto italiano, 1986

- G. D. Della Bona, Strenna cronologica per l'antica storia del Friuli e principalmente per quella di Gorizia sino all'anno 1500, Gorizia 1856

- G. Zonta, G. Balsamo-Crivelli, Storia della letteratura italiana, Volume 1, Torino 1932

- J. Desmarets De Saint-Sorlin, Clovis ou la France chrestienne, Paris, 1666

- A. Magnani, Brunilde: regina dei Franchi, Milano 2006

- H. Grisar, A. Bartoli, "Roma alla fine del mondo antico: secondo le fonti scritte e i monumenti, Volume 4152", 1943

 

 

                       INDIETRO

INDICE DELLE FAMIGLIE NOBILI DEL MEDITERRANEO

info@genmarenostrum.com