GAMBACORTA

 

Linea dei baroni di Melicuccà  e duchi di Ardore in Calabria

 

 

 

 

 Il collegamento con la Linea Sovrana di Pisa che ebbe anche il principato di Macchia non è stato (ancora) documentato.

 

 

A1. don Carlo Papalia Gambacorta di origine messinese Barone di Potamia Acquista la baronia di Ardore San Nicola e Bombile con R.A. 9 maggio 1626 + 24 settembre 1637; Signore e barone di Melicuccà

= Silvia Spina dei baroni di Mammola e Agnana da Melicuccà figlia di Lorenzo Spina d'Aragona seniore; venne da Madrid a Napoli nel 1500 secondo gli appunti del Serra di Gerace pag. 143 ( n. prima del 14 Dic 1593) e Laudomia Marino

 

B1. don Ferrante o Ferdinando Gambacorta dei duchi di Ardore

cfr: Fra' Giuseppe di Seminara: il portinaio miracoloso di Antonio Ligato
Tra i tanti monaci che risiedevano nel XVII secolo all'interno del monastero di S.Antonio di Padova a Melicuccà, vi era un fraticello di nome Giuseppe, un uomo dalla fede semplice e pura. Ai giorni nostri il suo ricordo si è perso: non esiste una tradizione scritta abbondante, come per altri personaggi forse di minore rilevanza. L'unica fonte, almeno così ci sembra, a tramandarci qualche notizia del fraticello seminarese, l'abbiamo trovata nel paragrafo 128 dell'opera di Giovanni Fiore " Della Calabria Illustrata." (...)
Don Ferdinando Gambacorta, duca d'Ardore, desiderava sapere se l'anima di sua madre, Silvia Spina, morta da poco, si trovasse in luogo di " salute" , perciò si rivolse a fra Giuseppe il quale così gli rispose: " Vostra madre è salva, e se volete accertarvi della verità, recatevi in chiesa, aprite il sepolcro e vedrete dalla bocca del cadavere spuntare un giglio" . Il Duca credette alle parole del servo di Dio, tuttavia, la gente di corte, per soddisfare la curiosità aprì segretamente il sepolcro ed avendo visto quanto il frate aveva detto, rimase trasecolata per lo stupore. Don Carlo Gambacorta, padre del duca, sapendo che fra Giuseppe andava spesso in estasi, un giorno, trovandosi insieme con lui nel giardino del palazzo, gli volle chiedere come era possibile che l'uomo, essendo corporeo, potesse elevarsi in estasi, quando l'elevazione compete solamente allo spirito e ai volatili. Aveva fatto questa domanda il buon cavaliere per potere sentire qualche virtuosa risposta dall'uomo di Dio che infatti così gli disse: " Signore, quando l'uomo pensa quanto patì per lui il figlio di Dio, e quanto fu dolorosa la sua Passione, se ne va in estasi. Nel pronunciare queste parole, fra Giuseppe si sollevò per circa un metro da terra e il duca, vedendo questa meraviglia, si buttò con la faccia per terra e cominciò a piangere a dirotto ed a lodare Dio nel suo servo. Poi, presa una pietra, si percosse il petto gridando ad alta voce: " Fra Giuseppe, fra Giuseppe, prega Dio per me peccatore." Sentendolo gridare, accorsero i cortigiani e, vedendo fra Giuseppe in estasi ed il loro padrone che si rompeva il petto a colpi di pietra, fecero anche loro la stessa cosa fino a quando il Servo di Dio ritornò in sé. Negli ultimi anni della sua vita il pio frate si trovava nel convento di Seminara. Da lì si recò a Melicuccà per licenziarsi dagli amici e confratelli, dicendo loro che fra pochi giorni doveva partire per l'altra vita. Quindi, ritornato al convento di Seminara, fu colto da febbre altissima, diagnosticata dai medici come mortale. Molta gente disse a fra Giuseppe che, operando il Signore tanti prodigi per sua intercessione a beneficio altrui, poteva pregarlo ancora per sé affinché gli prolungasse la vita per consolazione comune. " Non voglia Dio, rispose il frate, ch'io ardisca oppormi al volere del Cielo e sfuggire alla chiamata del mio Signore; se egli mi chiama perché debbo sottrarmi all'amoroso invito?" . Con tali generosi sentimenti dunque, e con esemplare coraggio si preparò ad aspettare la morte. Dopo aver ricevuto i Sacramenti, la sua anima volò in cielo a godere l'eternità dei " contenti" , l'anno 1670. Tra la folla accorsa alla notizia della sua +, ci fu il principe di Cariati (CS), che a stento riuscì ad avere un pezzo dell'abito che soleva indossare fra Giuseppe. Questa striscia di stoffa fu conservata nella casa del principe come preziosa reliquia e furono tantissime le grazie che concesse Iddio agli ammalati di qualunque morbo, applicandovi detta reliquia.
 

B2. don Lorenzo Gambacorta dei duchi di Ardore, eredita la baronia di Melicuccà (di Seminara) e da lui discende con ogni probabilità il ramo di Melicuccà

B3. don Marcello Gambacorta dei duchi di Ardore

B4. don Orazio I Gambacorta Barone di Potamia 1° duca di Ardore il 24 gennaio 1649 + 18 settembre 1649

= 1620 donna Francesca Laboccetta patrizia di Reggio Calabria e coerede del ramo primogenito della sua famiglia, figlia di Marcello Laboccetta di Reggio e donna Felicia? Logoteta

 

C1. donna Scianora o Eleonora Gambacorta dei duchi di Ardore + 21 settembre 1652

= 1645 don Giuseppe Spina dei baroni di Mammola e Agnana figlio di don Lorenzo Spina 1° barone di Mammola e Agnana che acquista nel 1645 dal nipote Diego Ioppolo; 2° barone di Paterna il 31 ottobre 1618 (* prima del 1618 - + 1658) e donna Giacoma Ioppolo dei baroni di Mammola ( + 1678) n. dopo il 1625.

 

D1. magnifico don Orazio Spina dei baroni di Mammola e Agnana; legittima i figli Giuseppe e Giovanni avuti da Giovanna Ritorto

D2. magnifico don Giuseppe Spina dei baroni di Mammola e Agnana; postumo? indicato come fratello di Orazio in molti documenti tra cui istr. per N.r Domenico Mesiti di Grotteria del 20-1-1714

 

C2. donna Anna Gambacorta dei duchi di Ardore + dopo il 1645

= 24 dicembre 1645 don Diego Spina (secondogenito stipite del ramo di Gerace) (dei baroni di Mammola e Aganana) figlio di don Lorenzo Spina 1° barone di Mammola e Agnana, feudi che acquista nel 1645 dal nipote Diego Ioppolo; 2° barone di Paterna il 31 ottobre 1618 (prima del 1618 - 1658) e donna Giacoma Ioppolo dei baroni di Mammola ( - 1678) * dopo il 1628.

 

D1. donna Silvia Spina Gambacorta

D2. donna Giuseppina Spina Gambacorta

D3. don Domenico Spina Gambacorta 5° duca di Ardore Signore di San Nicola il 27 luglio 1690 Ebbe sign. di relevio per la baronia di San Nicola ed Ardore come più prossimo in grado e successore della fu duchessa Silvia Gambacorta, sua cugina germana, deceduta il 23 settembre 1688 (Reg. Signif. 84, f.277t).
Non si intestò, ma fin dal 24 sett. 1688 aveva preso formale possesso del castello e stato di Ardore, ad atti di not. Carlo Andrea Carpenteri di Gerace.
Oppresso dai debiti, ebbe i feudi messi all'asta ad istanza dei creditori, e si ritirò a vivere in Melicuccà e Sinopoli, ove possedeva beni (forse in virtù della moglie Giulia Malarbì che era figlia di Vittoria Ruffo di Sinopoli, ndr.)
Sposa donna Giulia Malarbì da Gerace, figlia di Andrea e di Vittoria Ruffo dei conti di Sinopoli.
La discendenza di suo figlio (? forse il Pellicano qui sbaglia, intendendo suo nipote.?, ndr) usava il titolo di duca di Ardore ancora nella metà del '700
cfr. M. Pellicano Castagna, Storia dei Feudi etc..., Vol 1, pag. 133

= 1666 donna Giulia dei baroni Malarbì di Cosoleto da Gerace figlia di don Andrea e donna Vittoria Ruffo dei conti di Sinopoli

D4. barone don Carlo Spina Gambacorta di Mammola; definito con il doppio cognome in atti notarili + dopo il 3 febbraio 1715;

- Erario del principe Stefano Grimaldi alsia Giannettino Piaccamiglio (ASL, Gerace, notar Giacomo Napoli, busta 100, vol. 914, ff. 45r'46r. 4 ottobre 1715)
In questo atto e in un altro sempre per notar Napoli del 26 aprile 1724 ed anche nella "Donazione Irrevocabile" (vedi sotto) risulta il doppio cognome Spina Gambacorta
- Capitoli matrimoniali tra Carlo Spina e il barone Francesco Vento, padre di Francesca, stipulati il 26 febbraio 1699 (ASL, Notar Carlo Andrea Carpentieri, busta 78, vol. 699. ff 15r-17v)
- Donazione irrevocabile inter vivos dei coniugi Carlo Spina e Francesca Vento al figlio Francesco, "acciò potesse ascendere al Clericato, ordini sacri, e successivamente al stato sacerdotale" (ASL, Notar Giacomo Napoli, busta 100, vol 914, ff. 1v-3r, Gerace, 1 gennaio 1712)
- Dichiarazione di Francesco Spina Vento per formale rinuncia allo stato clericale "et ogni altro beneficio et esenzione che li potesse competere per causa di clericato ... itacchè hoggi avanti, vole che fosse riconosciuto dà mero Laico soggetto alla Regal Giurisdizione" (ASL, notar Orazio Ranieri, busta 84, vol. 790, f. 18r, Gerace, 27 luglio, 1712)
- Transazione per divisione ereditaria tra i coniugi Carlo Spina e Francesca Vento ed il loro figlio Francesco Spina Vento ed i coniugi dr. Carmine Bennato e Nunzia Vento (ASL, notar Giacomo Napoli, busta 100, vol. 914, ff 6v-11v, Gerace, 3 febbraio 1715)

= 1699 baronessa Francesca Vento di Gerace; baronessa di Madama Zimola figlia del barone Francesco; nei capitoli matrimoniali impone l'aggiunta del cognome Vento ( - dopo il 2 Maggio 1785) e donna Giulia Mittiga + dopo il 1699.

 

C3. don Carlo Saverio Gambacorta 2° duca di Ardore, San Nicola e Bombile, Barone di Potamia * 1627; + Ardore, RC, Italy --, 19 settembre 1676;

= donna Anna Maria Lucifero dei baroni di Zinga da Crotone figlia di capitano barone Muzio e ____ ____, * 1648 e + Ardore, 15 agosto 1678.

 

D1. don Orazio III Gambacorta 3° duca di Ardore il 21 ottobre 1680 * Ardore 18 ottobre 1665; + Ardore 19 settembre 1681. Ricordato (a torto) per essere stato assassinato a causa della pratica dello "Ius primae noctis"  

D2. donna Francesca Saveria Gambacorta dei duchi di Ardore; morta bambina * 1666; + 24 dicembre 1667.

D3. donna Maria Silvia Gambacorta 4° duchessa di Ardore il 14 marzo 1685 * 1670; + Ardore, 24 settembre 1688

= 1684 don Erasmo Marzano barone di Santa Caterina e duca di Ardore maritali nomine Senza eredi figlio di don Scipione Marzano (barone di Santa Caterina) (dei duchi di Sessa) e baronessa donna Mariantonia Gagliardi + 1693.

D4. donna Saveria Gambacorta dei duchi di Ardore * 1674; + 3 febbraio 1677/78.

 

C4. don Saverio Gambacorta dei duchi di Ardore; sacerdote, + dopo il 1677

C5. donna Silvia Gambacorta dei duchi di Ardore * Ardore 30 marzo 1627;

= don Saverio Marincola barone di San Floro figlio di don Cesare Marincola e donna Beatrice Moyo

 

D1. donna Anna Maria Marincola dei baroni di San Floro da Catanzaro * Ardore, RC, Italy, 22 marzo 1664/65.

Reg. batt. 1653-1666; riportato da Pellicano in Scritti Storici e nobiliari pag. 22
Madrina la signora donna Anna Maria Lucifero da Cotrone

 

FONTI:

- V. Naymo, Il grande inventario del castello di Ardore: edizione di un documento del XVII secolo; in: «Incontri meridionali», n. 2-3 (1994), pp. 29-95.

- Casato Gambacorta

- A. Mango di Casalgerardo, Nobiliario di Sicilia, voce "Gambacorta"

Grazie allo studioso avv.to Filippo Racco per le informazioni archivistiche sulla discendenza Spina Gambacorta

 

 

INDICE DELLE FAMIGLIE NOBILI DEL MEDITERRANEO

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Comitato Scientifico Editoriale del
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Libro d'Oro della Nobiltà Mediterranea
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(Presidente: il XIII duca di San Donato, dott. don Marco, marchese Lupis Macedonio Palermo dei principi di Santa Margherita)

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