
Testamento del reverendo sacerdote e parroco di San Giorgio in Grotteria,
don Giovan Battista Amato
depositato presso notar Fortunato Tavernese il 13 maggio 1770,
per listituzione del Sacro Monte
di Beneficienza e Congregazione di Caritą di Grotteria, noto come
Monte Amato
nel quale istituisce un fidecomesso agnatizio primogeniale.
Considerando
in me
Lascio alla
Mensa Vescovile di Gerace pro malis
oblatis grana diciotto pro una vice,
et all'Ospedale degl'invalidi della Cittą di Napoli non lascio cosa alcuna.
Voglio che il mio Cadavere sia seppellito in questa Chiesa di S. Domenico
presso le ceneri di mia signora Madre, D. Giovanna Falletti, e lascio a detto
Convento per celebrare Cento Messe per la di Lei anima ducati dieci alla
ragione di un carlino per messa pro una
vice tantum.
E perchč il
capo é la istituzione dell'Erede, senza la quale ogni Testamento si rende
nullo, istituisco con la mia propria bocca Erede nella proprieta dei miei beni
il dilettissimo fratello germano Isidoro, e nella metą usufrutto de' medčsimi,
e nell'altra metą de' suddetti jure
legati lascio Erede D. Orazio mio diletto Fratello, e Fortunata mia
Sorella vita loro durante, e dopo la di loro morte il suddetto usufrutto si
consolidi con la proprietą. Dopo la morte di detto Isidoro succedano i di lui
Figli Maschi nascituri di primogenito in primogenito, proibendo ogni
detenzione e proibendo l'alienazione di dčtti miei beni per qualunque causa
urgentissima dovendo i medesimi star sempre uniti al presente Fidecommesso
Agnatizio a favore de' Figli Maschi il Primogenito.
Ed in
mancanza de' Figli Maschi di detto D. Isidoro, succedano i Figli Maschģ
legittimi e naturali di detto D. Orazio se avesse, e non avendo succedano le
Femmine legittime, e naturali di esso Isidoro, che ģntendo si ritiri nel p
Delli mobili
gli argenti restino uniti al Fģdecommesso e la mia Libreria, la quale in
quanto all'usufrutto vita durante di Orazio resti a lui e si restituiscano i
pochi libri legati agli Eredi di D.
Vincenzo Infusini, e si faccia inventario.
Il denaro
che si troverą in Ereditą, o in partibus,
o in Napoli si applichi a favore del suddetto Fidecommesso, a riserbo di
ducati trecento pro una vice, che serviranno per detto Isidoro per le funzioni
del suo matrimonio, volendo che fra due mesi si dovesse casare, e lo
raccomanda a detto fratello comune Orazio. L'applicazione del denaro debbe
essere in terreni, ed alberi per escludere ogni simulaziue, e non debbono
essere di esso D. Isidoro, ma di persone estranee per non essere simulata
l'applicazione.
In virtł di
questo mio Testamento fondo due Maritaggi, hanno
quilibet di ducati venti l'uno
da distribuirsi a Zitelle povere di questa Terra di Grotteria con avere ducati
venti luna, e le giovanette sieno onorate e bisognose, nel giorno adunque del
SS. Crocifisso tre maggio nella Matrice Chiesa, e nella propria del Salvatore,
si debbono in onore delle cinque Piaghe di Nostro Signore Gesł Cristo, mettere
in una urna cinque cartelline, una dal Signor Arciprete di Grotteria pro
tempore, e tre altre da' sudetti Orazio, Isidoro e Fortunata, Fratelli e
Sorella, et indi dopo di loro una dal mio Erede, di quali cartelline si
estraggon due, e le medesime debbono avere ducati venti per una. Sono tenuti
detti miei Successori per ogni anno depositare i suddetti ducati quaranta per
riceversele le Figliuole eseguito il Matrimonio
in faciem Ecclesiae, dalla Cassa del
Sacro Monte, ove si conservano gli annui depositi col nome di quelle, che
hanno avuto a lor favore le cartoline. Per i suddetti annui ducati quaranta di
Maritaggi sieno i miei beni stabili di Grotteria, et in mancanza di essi,
non aliter nec alio modo in sussidium,
et ove tutti i miei stabili esi
Nel caso che moriranno senza Figli i suddetti miei Fratelli, e Sorella
Fortunata ancora sarą morta, e li detti Fratelli Orazio ed lsidoro senza Figli
legittimi e naturali, in tal caso succeda nella mia Ereditą il Dottore D.
Pasquale Lupis, figlio di mia Sorella Rosa, a riserba delle annualita
censuali, bollali, e frutti provenienti da dette ipoteche, quali in tal caso
voglio che si debbano impiegare in tanti maritaggi a ragione di annui ducati
venti per uno, ed il di pił della mia Ereditą passi a detto D. Pasquale con i
pesi costituiti ut supra.
Mi dichiaro
soddisfatto dal Signor D. Giuseppe
Le
suppellettili del mio appartamento restino per l'erede Isidoro come si
ritrovano. Chiunque dei miei Fratelli e Sorelle vorrą contravvenire alla mia
presente disposizione, intendo e vog1io che non abbia cosa alcuna di detta mia
Ereditą.
Io Abbate D.
Giovambattista Amato ho disposto come sopra.
Grotteria 13
Maggio 1770
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