SPINELLI detti DI GIOVINAZZO

 

 

 

Matteo Spinelli detto “di Giovinazzo”, Cavaliere dell’Imperatore Federico II, investito del feudo di Lavello da questo, autore di una cronaca del regno di Federico II di Svevia scritta in volgare. Nel 1254 pare che avesse 23 anni.

 

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Eustasio Spinelli detto “di Giovinazzo”, creduto dal della Marra figlio del precedente ma più probabilmente suo fratello; Cavaliere, nel 1276 ebbe il comando di alcune navi da Carlo I Re di Sicilia. Sposa N.N.

 

A1. Leone, Dottore in leggi, nel 1290 fece parte dell’ambasceria inviata dal Re di Sicilia alla sorella Maria Regina

       d’Ungheria.

A2. Nicola, armato Cavaliere forse da Carlo I Re di Sicilia, Siniscalco della Regina Maria di Sicilia, investito di Belmonte da

       Giovanni d’Angiò Duca di Durazzo, nel 1319 era famiglio e Consigliere del Duca di Calabria.

a)      = Ilaria, damigella della Regina Maria di Sicilia

b)      = Venuta Fontanella dei Signori di Toritto

 

B1. (ex 2°) Giovanni (+ ca. 1339, sepolto nella chiesa di San Domenico a Napoli), armato Cavaliere nel 1327, Dottore

       in leggi, Auditore dell’esercito napoletano in Toscana, Reggente della Gran Corte Vicaria, Regio Consigliere nel

       1338, comprò il feudo di Galitti, Maestro Razionale della Gran Conte e Regio Consigliere di Roberto I di Sicilia.

       = ……………..

 

       C1. Gualtiero

a)      = ante 1339 Roberta di Sangro, figlia di Simone II Barone di Bugnara (vedi)

b)      = Roberta de Galard de Denissy (Denisy, Dionisiaco), figlia di Gasso Conte di Terlizzi e di Margherita

         Pipino dei Conti di Altamura

       C2. Matteo (+ Napoli 25-1-1339, sepolto ivi in San Domenico), Dottore in leggi, Ciambellano Regio, Maestro

              Razionale della Gran Corte e della Criminale d’Eboli.

       C3. Niccolò/Nicola detto “Niccolò da Napoli” (* Napoli 1325 + Padova ca. 1406), celebre diplomatico e uomo

              politico napoletano, famoso per la sua dottrina; Dottore in leggi, Lettore in diritto a Napoli, Bologna e Padova,

              Canonico della Cattedrale di Napoli, Abate di Santa Maria a Pignatelli, di Santa Maria di Fabriano, di

              Sant’Andrea di Mortara, di San Pancrazio di Nocera e di Sant’Andrea di Marigliano, abbandonò la carriera

              ecclesiastica per sposarsi; diplomatico di carriera, fu al servizio della Repubblica di Bologna e poi Consigliere di

              Giovanna I Regina di Sicilia, Gran Cancelliere del Regno di Napoli dal 1366, 1° Conte di Gioia, Signore di

              Roccaguglielma, Toritto, San Giovanni, Tricarico, Celo e Pescosolido (feudi confiscati dai Durazzo nel 1381),

              Siniscalco della contea di Provenza, ambasciatore angioino a Roma, Avignone e Firenze, ambasciatore del

              Papa a Firenze; alla caduta di Giovanna I di Sicilia finì prigioniero di Carlo III di Durazzo in Castel dell’Ovo

              nel 1381, poi fu liberato, espatriò ed entrò al servizio del Duca di Milano Gian Galeazzo I Visconti, di cui fu

              consigliere e ambasciatore in Francia nel 1394. Nel 1378 fu il promotore dell’elezione dell’antipapa Clemente

              VII e uno degli autori del seguente Scisma d’Occidente.

a)      = Maria Fontanella Signora di Toritto (forse figlia ed erede di Tancredi Signore di Toritto)

b)      = 1355 ca. Simona della Marra, figlia di Nicola I Signore di Barletta e di Alfrana Capitignano (vedi) – con

         Breve pontificio datato: Avignone 2-12-1378, Simona e altre 8 dame ebbero il privilegio di entrare per

         quattro volte all’anno nel monastero di Santa Chiara e in tutti i conventi femminili di Napoli con la sola

         limitazione di non passarci la notte.

 

D1. (ex 1°) Baldetta, nel 1410 viene indicata dal della Marra come Signora di Toritto.

D2. (ex 2°) Matteolo (premorto al padre), ebbe 25 onze di rendita annua sulla dogana di Bari da Ladislao I

       Re di Sicilia e fu Podestà di Ozzana nel 1401.

D3. (ex 2°) Luca (+ post 1415), Ciambellano del Re Ladislao I di Sicilia, nel 1400 compra Isola di

       Pontescellerato, investito di Roccaguglielma e San Giovanni in Carico nel 1415.

       = Maddalena, figlia di Alessandro Brancaccio Embriaco, Patrizio Napoletano, Maresciallo del Regno di

          Sicilia

 

       E1. Antonio Galeazzo detto Antonello (+ ca. 1464), Signore di Roccaguglielma, riebbe il feudo di Celo

              nel 1419, nel 1464 perde Roccaguglielma per ribellione.

             = …………..

 

             F1. Nicola (Cola), nel 1464 cade prigioniero (con un figlio minorenne dal nome ignoto) di Napoleone

                   Orsini dopo la conquista di Roccaguglielma.

     = …………

             F2. Baldassarre

                   = (dotali: 1446) 1454 Sveva Gaetani dell’Aquila d’Aragona, figlia di Onorato 6° Conte di Fondi e

       di Francesca di Capua dei Conti d’Altavilla (* 1433 ca. + ante 1487) (vedi)

 

     G1. Fabrizio (+ 1495), Signore di Roccaglielma riconfermato da Ferdinando I Re di Napoli,

            Regio Consigliere, partecipò alla congiura contro lo zio Gaetani e fu ribelle contro Alfonso II e

            Ferdinando II Re di Napoli; passò al partito francese nel 1494 ed ebbe conferma del feudo

            da parte di Carlo VIII Re di Francia, con la restaurazione del 1495 subì la confisca di tutti i

            beni e feudi.

= 1475 Trifatta Orsini, figlia di Roberto Conte di Tagliacozzo e Signore di Pacentro, e di

    Violante Sanseverino (vedi)

 

             F3. Giovannella (+ post 1463)

a)      = Giovanni Agnese, condottiero

b)      = Pietro d’Aprano, Patrizio Napoletano

 

D4. (ex 2°) Belforte (testamento: Venezia 12-8-1439, + ivi 13-9-1441), Ciambellano di Re Ladislao I di

       Sicilia, Vescovo di Cassano, ambasciatore napoletano al Concilio di Costanza.

D5. (ex 2°) Antonello, probabilmente premorto al padre.

D6. (ex 2°) Bartolomea

       = Giovanni Orsini Signore di Nerola, dei Conti di Tagliacozzo (vedi)

D7. (ex 2°) Gaspara

       = Cola Antonio Zurlo, Patrizio Napoletano (vedi)

D8. (ex 2°) Benvenuta, il della Marra la menziona per errore come moglie di Giacomo Gaetani Signore di

       Filettino.

             

B2. (ex 2°) Matteo

B3. (ex 2°) Raimondo

B4. (ex 2°) Francesco, ebbe almeno 4 figli (Nicola, Angelo, Pietro e Ilaria) che nel 1407 godono dell’indulto e della

       restituzione dei beni confiscati nel 1381.

 

 

 

INDICE DELLE FAMIGLIE NOBILI DEL MEDITERRANEO

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Comitato Scientifico Scientifico Editoriale del
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Libro d'Oro della Nobiltà Mediterranea
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(Presidente: il XIII duca di San Donato, dott. don Marco, marchese Lupis Macedonio Palermo dei principi di Santa Margherita)

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