LUPIS di Grotteria

 

Baroni di Castania e Cuzzoghieri, Conte Palatino, Conte e Cav. del S.R.I

(con la successione del titolo ducale di San Donato)

 

 

 

Famiglia ricevuta nel Sovrano Militare Ordine di Malta (S.M.O.M.) come quarto nobile  di Donna Maria Teresa Scaglione in Ramirez (n. 1926), dama di Onore e Devozione dello S.M.O.M.

(vedi: Albero genealogico dei Lupis di Grotteria e Giovinazzo, autenticato dal Sovrano Militare Ordine di Malta (SMOM) e Relazione sul quarto nobile Lupis di Grotteria, (Roma, Archivio Magistrale SMOM)

 

Accolta nel CNE - Corpo della Nobiltà Europea in data 15 maggio 1989

con i titoli di Marchese (m), Barone di Castania e Cuzzoghieri (m), Patrizio di Giovinazzo (m) e il trattamento di Don e Donna

 

 Iscritta nel Registro della Nobiltà Italiana

con i titoli di Duca di San Donato e Policastrello (mpr), Barone di Càlvera (mpr), Barone (m), Patrizio di Giovinazzo (m) e il trattamento di Don e Donna

 

Con Decreto Capitolare n. 901 del 22 febbraio 2009, il Cronista Rey de Armas del Colegio Heráldico Antoniano de Lisboa ha riconosciuto e iscritto nel Registro Noble del Colegio  tutti i titoli sotto elencati, di pertinenza del marchese dott. don Marco II Lupis Macedonio Palermo di Santa Margherita (de Luna d'AragonaSanseverino di Calvera e San Donato,  e con successivo Decreto n. 902, la sua arma personale è stata parimenti iscritta nel Registro de Armas del medesimo Colegio, con valore legale in  Spagna e Portogallo (Per leggere il testo completo dei riconoscimenti):

13° duca di San Donato di Ninèa e di Policastrello (per diritto ereditario materno jure sanguinis), 12° Duca di Grottolelle, 14° Marchese di Tortora, 11° Marchese di Ruggiano, 10° Marchese di Oliveto, 8° Marchese di Capriglia, Marchese di Villalago, Conte Palatino, conte e cavaliere del S.R.I, 13° Barone di Poligori, 12° Barone di Castania e Cuzzoghieri, 16° Barone di Policastrello, 12° Barone di Roggiano, 16° Barone di Càlvera, 20° Barone di Giungano, 9° Barone di Rutino e Monteforte, Barone di Bisaccia, Barone della Corrija di Badolato, Barone di Amato, 16° Barone dé Mattarellis, 10° Barone di Santa Tecla e Rose, 17° signore della Foresta del Cilento, 11° Signore dell'Isola di Nisida, Signore Feudale di Grotteria con Siderno, Martone, San Giovanni e Terre annesse e di metà del feudo di Ragusia (Gioiosa Jonica), Nobile dei Principi di Santa Margherita e Santo Stefano, Nobile dei Marchesi di Calorendi, Nobile dei Baroni di Martini, Mili, Capodarso, Bulgarano etc, Patrizio di Giovinazzo, Patrizio di Amantea, Patrizio di Messina, Patrizio di Antiochia.

 

I Lupis di Grotteria furono anche, nel corso dei secoli, titolari di numerosi Juspatronati, cappellanie e benefici riservati ai nobili.

In Grotteria:

- juspatronato della Chiesa di San Giuseppe

- beneficio di San Michele Arcangelo, nella parrocchia di S. Nicloa de' Protonotaris, di patronato Lupis, poi Raso

- beneficio del SS. Crocifisso nella Chiesa della Divina Carità, di patronato Lupis

- beneficio del SS. Crocifisso nella Chiesa detta dell'Oratorio, fondato il 26 dicembre 1733 da D. Fortunato Lupis

In Siderno:

- beneficio di S. Francesco di Assisi, nella Chiesa Matrice, di patronato Lupis

vedi: A. Oppedisano, Cronistoria della Diocesi di Gerace, parte I, Gerace, 1932, pagg. 333-334, 336, 345, 475,

 

 

 

 

23° marchese don Giovanni Domenico (Giandomenico) de' Lupis  

Suo fratello, il marchese Ippolito de Lupis, fu il primo a trasferirsi a Grotteria in Calabria dall'avita Giovinazzo nelle Puglie, proveniente da Nicastro-Amantea, al seguito del principe di Roccella don Giovanbattista Carafa, con l'incarico di Procuratore della famiglia Carafa e amministratore del vasto Stato Feudale degli stessi principi Carafa in Calabria UlterioreIppolito venne poi raggiunto dal  il 23° marchese don Giovanni Domenico o Giandomenico I de Lupis, che sposò in Grotteria donna Ortensia dei baroni Macrì. Dei loro tre figli maschi, Ferrante (che fu il primo barone di Castania e Cuzzoghieri) non ebbe discendenza, Vittorio proseguì la LINEA DI GROTTERIA, (di seguito), e Paolo de Lupis Macrì si trasferì in Sicilia dove diede origine alla LINEA SICILIANA (vedi )  

= ?

 

A1. 24° marchese don Vittorio de Lupis Macrì, fratello di Ferrante e Paolo e nipote di Ippolito 

      [Ferrante de Lupis Macrì, (vedi A 2) morto senza figli nel 1595,  fu il primo barone di Castania e Cuzzoghieri, 

      due corpi feudali in territorio di Grotteria NON compresi nello Stato Feudale della famiglia Carafa)], 

= donna Elisabetta Correale degli antichi patrizi di Sorrento; della stessa famiglia di Marino Correale, conte di Terranova, Grotteria etc., figlia di don Antonio (Marcantonio) Correale degli antichi patrizi di Sorrento e di donna Lucrezia dei baroni Romano, patrizi di Reggio Calabria.

 

B1. 25° marchese  don Paolo o Paolino II de Lupis Correale  (nato nel 1595) 2° barone di Castania e Cuzzoghieri per successione dello zio Ferrante, morto nel 1595.  [Da suo fratello, don Giovanni Domenico (Giandomenico) II de Lupis Correale, ha origine la linea detta de Lupis Campaccio, (vedi B 2)]

 

C1. 26° marchese don Orazio I de Lupis, creato Conte Palatino insieme al figlio Giulio e a tutti i discendenti e collaterali con diploma dell'Imperatore Leopoldo d'Austria, dato a Vienna il 19 gennaio 1683, in cui Orazio e Giulio de Lupis (padre e figlio) vengono insigniti del titoli di Conti e cavalieri del Sacro Romano Impero e del titolo di Conti Palatini (conti del Sacro Palazzo Laternanense) e "cavalieri aurati o a sprone d'oro"

 

    D1. marchese don Giulio de Lupis, creato Conte Palatino e Conte e cav. del S.R.I. insieme al padre e a tutti i discendenti e collaterali con diploma dell'Imperatore Leopoldo d'Austria. Morto giovane senza discendenza

 

C2. don Domenico III Lupis (+ Grotteria dopo il 10-4-1695) 3° barone di Castania e Cuzzoghieri, Conte Palatino, Conte e Cav. del S.R.I in virtù della concessione dell'Imperatore Leopoldo d'Austria al fratello Orazio, che non ebbe discendenza successibile. Notaio, stipula in Grotteria 1683-85

= donna  Francesca dei baroni Cannatelli 

 

D1. 27° marchese magnifico don Antonio Lupis e Cannatelli (m. 1708), 4° barone di Castania e Cuzzoghieri, Conte Palatino, Conte e Cav. del S.R.I, Sindaco dei nobili di Grotteria nel 1710

=  1699, donna Livia Palermo dei principi di Santa Margherita. , figlia dell'UJD barone don Onofrio Palermo di Santa Margherita,  Erario della Corte nel 1681 e Procuratore della Cappella di Sant'Onofrio nel 1716 e di donna Teresa Lanoja-Macedonio (o de la Noya oppure de l'Anoja) .(+ Grotteria 21-2-1750)

 

E1. 28° marchese don Fortunato I Lupis e Palermo di Santa Margherita (* Grotteria 1705, + ivi 26-11- 1773) 5° barone di Castania e Cuzzoghieri, Conte Palatino, Conte e Cav. del S.R.I, fonda il giuspatronato dei Lupis nella Cappella dell'Oratorio del SS.mo Crocefisso in Grotteria. Da un suo fratello (E 2.) discende l'abate Orazio Lupis

= Grotteria, 1-5-1741, donna Rosa Amato De Luna D’Aragona dei baroni della Corrjia di Badolato e di Amato, figlia di don Giuseppe Amato dei baroni di Amato; che ottiene il privilegio di unire la sua arma a quella dei de Luna d'Aragona per diritto ereditario, e di donna Giovanna dei conti Falletti Lamberti (* Grotteria, 1-5-1704, + ivi, 23-10-1802)

 

F1. 29° marchese don Orazio II Filippo Giovanni Lupis e Amato de Luna d'Aragona (* Grotteria 16-7-1752, + ivi 1799) 6° barone di Castania e Cuzzoghieri; Conte Palatino, Conte e Cav. del S.R.I, Governatore e Capitano di Giustizia di Siderno nel 1786 e 1787. Da un suo fratello, (vedi F 2.) derivano le linee Lupis-de Lupis e Lupis-Crisafi

= 29 12 1777, donna Giovanna de Manso dei marchesi di Villa e baroni di Bisaccia, figlia di don Francesco Manso da Bancaleone, marchese di Villa 1799 , e di donna Rosa Infusini (* Grotteria 15-7-1736, + ivi 25-12-1788)

 

G1. 30° marchese don Isidoro Il (Maria Fortunato Francesco Antonio Vincenzo) Lupis e Manso Amato de Luna d'Aragona (* Grotteria 6-1-1781, + ivi 1853) 7° barone di Castania e Cuzzoghieri, Conte Palatino, Conte e Cav. del S.R.I, DUCA DI GROTTOLELLE "maritali nomine"

Grotteria, 22-2-1816, donna Lauretana detta Lauretta Maria Pasqualina Macedonio di Poligori 8a baronessa di Poligori, 7a duchessa di Grottolelle figlia dell'UJD don Nicola Saverio Macedonio (di Grottolelle) 6° barone di Poligori; Vice Principe di Roccella nel 1790 e di donna Rosa dei baroni Ferrari-Spina di Mammola (* Grotteria 22-4-1797, + ivi 13-4-1838)

Diviene duchessa di Grottolelle a seguito della morte senza discendenza di don Francesco III Macedonio, 6° ed ultimo duca di Grottolelle  del ramo napoletano, nato a Napoli il 4 sett. 1783.  Donna Lauretana Macedonio, ultima discendente della linea agnatizia di Grotteria.

Infatti nelle clausole dell'investitura del titolo duca di Grottolelle, del Re Filippo IV di Spagna il 4 giu 1646, si stabiliva che il concessionario potesse sempre regolare la succesione con atto testamentario e tale successione venne infatti regolata, in base a quel privilegio, prima dell'abolizione della fedualità, dalla quale poteva emanare soltanto sul diritto successorio, con il testamento del 6° (e ultimo della linea napoletana) Duca di Grottolelle dal 1805, Don Francesco Macedonio e Berio di Salza (* Napoli 4-9-1783 + ivi 4-4-1834), che fissava la successione "in perpetuum" a favore della linea maschile primogenita, e in mancanza a favore della linea collaterale agnatizia maschile.
Successivamente, con clausola testamentaria aggiunta poco prima della morte, nel 1834,avendo avuto soltanto due figli morti in fasce, il duca istituiva unico erede del titolo di duca di Grottolelle la linea cugina di don Nicola Saverio Macedonio, (6° barone di Poligori in Calabria; Vice Principe di Roccella nel 1790) (1760 - aft 1834), rappresentante primogenito dell'unica linea agnatizia superstite dei Macedonio, essendosi tutte le altre estinte agli inizi dell'Ottocento, padre della succitata D. Lauretana Macedonio andata in sposa al march. D. Isidoro II Lupis, in favore della quale regolò la successione dei titoli dei Macedonio in perpetuum.
Alla sua morte il titolo ducale fu preteso, senza frutto, anche dai cugini de Regina.

Tutti i rami napoletani dei Macedonio si sono totalmente estinti nella prima metà dell'800. Solo superstite, il ramo dei baroni di Poligori di Grotteria, il cui ramo primogenito si è estinto nei marchesi Lupis, baroni di Castania e Cuzzoghieri, con la morte di donna Lauretana Macedonio e Ferrari-Spina, moglie del marchese don Isidoro Lupis e Manso.

H1. 31° marchese don Orazio III Lupis e Macedonio di Poligori (* Grotteria 10-12-1830) 8° barone di Castania e Cuzzoghieri, Conte Palatino, Conte e Cav. del S.R.I, 8° duca di Grottolelle

= donna Clementina Guerrisi Floccari, Di antica famiglia di origine longobarda che godette nobilta' in Barletta, figlia di don Giovanni Guerrisi, avvocato, e di donna Rosa Floccari, degli antichi baroni di Rocca Imperiale (* Cinquefrondi, 1832)

 

I1. 32° marchese don Giovanni III Lupis e Macedonio Guerrisi (* Grotteria 3-3-1865, ivi 28-12-1936) 9° barone di Castania e Cuzzoghieri, Conte Palatino, Conte e Cav. del S.R.I, 9° duca di Grottolelle. 

Da un suo fratello, Isidoro, derivano altre linee cadette.

= Grotteria, 10-6-1891, donna Dorotea Giuditta Giovanna Battistina Clotilde Palermo dei principi di Santa Margherita, baronessa di Martini, Ultima rappresentante dei Palermo di Santa Margherita, figlia del barone don Nicodemo II  Palermo di Santa Margherita e di donna Rosa (Diana Francesca Maria) Macedonio dei baroni di Poligori (* Gerace 2-3-1863, + Grotteria 24-6-1936)

A seguito della morte senza discendenza a Messina, il 13 novembre 1922, del 17° barone e 8° principe di Santa Margherita, don Tommaso III Palermo e Caronia,  il titolo di         nobile dei principi di Santa Margherita e la successione del cognome erano  passati alla linea agnatizia di Grotteria,estintasi a sua volta con la morte di donna Dorotea.

 

J1. 33° marchese generale don Orazio IV Nicodemo Nicola Lupis e Macedonio Palermo di Santa Margherita (* Grotteria, 23-5-1892, + Roma 2-2-1962) 10° barone di Castania e Cuzzoghieri, Conte Palatino, Conte e Cav. del S.R.I, 10° duca di Grottolelle etc. Generale di Brigata ferito nella Guerra 1915-18, venne decorato con la Croce al Merito di Guerra, la Croce al Merito di Lungo Comando, la Croce d'oro per 40 anni di anzianità di servizio e la Legion of Merit Usa. Fu Comandante della Scuola Militare di Roma dal 1940 al '42, Capo Divisione al Ministero della Guerra dal 1940 al '46.

= Reggio Calabria, 15-12-1924, donna Giulia Franca Cipriani, dei patrizi di Nicotera, figlia di don Orazio nob. Cipriani,  patrizio di Nicotera; Giornalista; Grand'Ufficiale dell'Ordine di San Silvestro; Commendatore della Corona d'Italia e di donna Clelia Francesca Paola nob. Minervini, da Mormanno (* Reggio Calabria, 18-6-1904, + ivi, 1994)

 

K1. 34° marchese ingegnere don Giovanni IV Giuseppe Maria Lupis e Macedonio Palermo di Santa Margherita (* Roma 19-3-1928 + Scilla RC 25-12-2010)) 11° barone di Castania e Cuzzoghieri, 11° duca di Grottolelle, Conte Palatino, Conte e Cav. del S.R.I etc., cavaliere dell'Ordine Militare del SS. Salvatore e di S. Brigida di Svezia.

= Salerno, Cattedrale, 2-9-1953, donna Marina Lebano Carucci dei baroni Del Mercato Pacelli di Leo Sanseverino 17a baronessa di Calvera e 12a duchessa di San Donato e Policastrello, figlia dell'avvocato don Raffaele Lebano del Mercato Pacelli di Leo Sanseverino e di donna Emilia Carucci Capone (* Salerno, 29-9-1930, + Pescara 25-6-2003)

 

L1.  Barone dott. don Orazio Raffaele Raimondo Rosario Lupis, Barone di Castania e Cuzzoghieri, Conte Palatino, Conte e Cav. del S.R.I, Patrizio di Giovinazzo, (* Roma 28 lug. 1954), Dottore in Scienze Geologiche, geologo. Con atto pubblico, nel 1999 rinuncia alla successione e alla cognomizzazione in favore del fratello Marco

=  Milano, Dottoressa Daria Giudici

 

        M1. don  Filippo Lupis * Milano 11-3-1991

 

L2. 35° Marchese (per discendenza dai marchesi di Soragna) dott. don Marco Luca Lorenzo Rosario Lupis Macedonio Palermo di Santa Margherita (Roma, 1960), jure sanguinis:  13° Duca di San Donato e Policastrello, 12° Duca di Grottolelle, 14° Marchese  di Tortora, 11° Marchese di Ruggiano, 10° Marchese di Oliveto, 8° Marchese di Capriglia, Marchese di Villa, Conte Palatino, Conte e Cavaliere del Sacro Romano Impero (S.R.I), 13° Barone di Poligori, 12° Barone di Castania e Cuzzoghieri, 16° Barone di Policastrello, 12° Barone di Roggiano, 16° Barone di Càlvera, 20°  Barone di Giungano, 9° Barone di Rutino eMonteforte, Barone di Bisaccia, Barone della Corrija di Badolato, Barone di Amato, 16° Barone dé Mattarellis, 17° signore  della Foresta del Cilento,  11° Signore dell'Isola di Nisida, Signore Feudale di Grotteria con Siderno, Martone, San Giovanni e Terre annesse e di metà del feudo di Ragusia (Gioiosa Jonica), Nobile dei Principi di Santa Margherita e Santo Stefano, Nobile dei Marchesi di Calorendi, Nobile dei Baroni di Martini, Mili, Capodarso, Bulgarano etc, Patrizio di Giovinazzo, Patriczio di Amantea, Patrizio di Messina, Patrizio di Antiochia etc.


Riconosciuto nei suoi diritti e titoli ed iscritto nel "Registro della Nobiltà Italiana - Register of Italian Nobility", nel Gennaio 2008, con i titoli di "Duca di San Donato, barone di Càlvera" etc, come risulta dalla "Rivista Nobiliare", Anno III, n. 1, pag. 6, dove si legge: 
"Sono stati iscritti nel Registro della Nobiltà Italiana i Signori: 
(omissis) 
Don Marco Luca Lorenzo Rosario Lupis Macedonio Palermo di Santa Margherita, Duca di San Donato e Policastrello, Barone di Càlvera, Barone, Patrizio di Giovinazzo (per gli altri titoli vedi in precedenza) (Grotteria-Reggio Calabria) di Don Giovanni Giuseppe Maria e della Nob. Donna Marina Lébano Carucci Pacelli di Leo Sanseverino, Arma: "d'azzurro ai due lupi d'oro controrampanti che reggono un cuore di rosso"."

Con Decreto Capitolare n. 901 del 22 febbraio 2009, il Cronista Rey de Armas del Colegio Heráldico Antoniano de Lisboa ha riconosciuto e iscritto nel Registro Noble del Colegio  tutti i titoli sopra indicati e con successivo Decreto n. 902, l'arma personale del 13° Duca di San Donato don Marco Lupis Macedonio Palermo di Santa Margherita, è stata parimenti iscritta nel Registro de Armas del medesimo Colegio, con valore legale in  Spagna e Portogallo (Per leggere il testo completo dei riconoscimenti).

Iscritto nell'Almanach de Saxe Gotha e nell' Almanach of de Holy Roman Empire.

Membro del Collegio Araldico dal 30 aprile 1990, Membro dell' Accademia Araldica Nobiliare Italiana, Socio Senatore (Categoria Nobiliare) dell'Istituto del Sacro Romano Impero dal 15 maggio 1989, Membro d'Onore del Colegio Heráldico Antoniano de Lisboa dal 13 ottobre 2008,  Membro d'Onore dell' Instituto Heraldico de Buenos Aires,, Consigliere regionale per la Calabria dell'Associazione Medambiente. Dott. in lettere moderne, Giornalista, corrispondente, stringer e inviato speciale dall'Estremo Oriente per i maggiori giornali italiani (Panorama, Corriere della Sera, L'Espresso, La Repubblica etc.) e per la RAI-Radiotelevisione Italiana (un articolo di Marco Lupis). Dal 2005 è Presidente Onorario dell'Istituto Internazionale per lo Studio dei Ceti Dirigenti del Mediterraneo,che ha sede nell'antico Palazzo che tuttora appartiene alla sua famiglia.

Accolto nel CNE - Corpo della Nobiltà Europea in data 15 maggio 1989, con i titoli di Marchese (m), Barone di Castania e Cuzzoghieri (m), Patrizio di Giovinazzo (m) e il trattamento di Don e Donna
Iscritto nel Registro della Nobiltà Italiana  con i titoli di Duca di San Donato e Policastrello (mpr), barone di Càlvera (mpr), barone (m), patrizio di Giovinazzo (m) e il trattamento di Don e Donna

Con sentenza del Consiglio di Stato n. 515 del 3 giugno 1997 e successivo decreto del Ministro di Grazia e Giustizia dell'11 febbraio 1998, Marco Lupis Macedonio Palermo di Santa Margherita è stato riconosciuto unico erede e autorizzato ad aggiungere ai propri il cognome della famiglia Macedonio, "succedendo", recita la sentenza, "nel patrimonio storico e araldico dei Macedonio", ed il cognome Palermo, con il predicato dei principi di Santa Margherita, a seguito della morte senza discendenza a Messina, il 13 novembre 1922, del 17° barone e 8° principe di Santa Margherita, don Tommaso III Palermo e Caronia, con la scomparsa del quale il titolo di nobile dei principi di Santa Margherita e la successione del cognome sono passati alla linea agnatizia di Grotteria, a sua volta estintasi il 24 giugno 1936 con la morte della bisnonna del marchese Marco Lupis, donna Dorotea Palermo di Santa Margherita e Macedonio di Poligori, da Grotteria

= (1°) Campione d'Italia 27 set. 1987, dott.ssa Silvia Elena Faletra 

= (2°) Mahe, Republic of, Seychelles, Tenuta di Anse Royale, 27 ott. 1999 nob. Silvia dei conti Ruspini, patrizia di Croglio (Canton Ticino, Svizzera) disc. dal conte palatino, cav. Bartolomeo Ruspini

 

M1. (ex. 1°) don Francesco Maria Nicodemo Lupis Macedonio Palermo di Santa Margherita (* Milano, Italia, 25-3-1990) 

M2. (ex 2°) donna Caterina Giulia Marina Lupis Macedonio Palermo di Santa Margherita (* Hong Kong, Hong Kong S.A.R., 25-4-2001), battezzata nella Cappella Gentilizia di Villa Luppis nel 2002.

M3. (ex 2°) don Alessandro Maria Nicodemo Lupis Macedonio Palermo di Santa Margherita (* Catanzaro, Italia, 21-8-2004), battezzato nella Cappella Gentilizia di Villa Luppis il 9 luglio 2008.

 

F2. magnifico UJD don Pasquale Pietro  Lupis e Amato de Luna d'Aragona barone di Castania e Cuzzoghieri, Governatore di Squillace, Vice-conte di Condojanni  il 28  gennaio 1781. Da lui derivano i rami Lupis-de Lupis e Lupis-Crisafi.

1°) = donna Carmela (Francesca Geronima Rosa) Palermo di Santa Margherita (1757 - 1774) [senza figli]

2°) = donna Fortunata Saporito, da Bianco ( - 1829)

 

G2. (ex 2°) avvocato marchese don Giovanbattista Lupis e Saporito (1799 - 1877) dei baroni di Castania e Cuzzoghieri. 

Da lui deriva la linea detta Lupis-de Lupis

=  donna Rosalia de Lupis Campaccio (1814 - ) dei baroni di Castania e Cuzzoghieri Ultima della sua famiglia, discendente da don Giovanni Domenico de Lupis B 2.

G3. (ex 2°) don Fortunato II  Lupis e Saporito (1793 - 1859) barone di Castania e Cuzzoghieri.

Da lui deriva la linea Lupis-Crisafi

=  donna Francesca Crisafi (1796 - 1853) dei baroni di Linguaglossa, Fiumefreddo e Pancaldo. Ultima della sua famiglia

 

H 3. don Domenico Lupis Crisafi (1829 - 1880) dei baroni di Castania Cuzzoghieri e Linguaglossa, celibe,

Storico di Grotteria; Regio Ispettore agli Scavi e Monumenti

 

 

E2. magnifico don Pietro Lupis e Amato (Grotteria 1710 - Martone 1738) dei baroni di Castania e Cuzzoghieri, si trasferisce a Martone (antico casale di Grotteria) per il suo matrimonio

= donna  Giovanna Parlà, figlia del nobile don Pietro Parlà e di donna Desiderata Infusini

 

F2. canonico abate don Orazio Lupis Parlà (* Martone 1737  + Catanzaro 14 giugno1816) dei baroni di Castania e Cuzzoghieri; storico e poeta in Napoli, dove strinse profonda amicizia con gli esponenti del locale fermento illuminista, in special modo il Genovesi. Studiò a Gerace, sotto la guida dello zio materno, Giuseppantonio, canonico penitenziere della locale Cattedrale. Vestito l’abito chiericale, divenne sacerdote. Nel 1764, per affinare i suoi studi in cui era versato (lingue italiana, latina e greca, nonché retorica e teologia), passò a Napoli, dove conobbe, e si legò d’amicizia, con i letterati del tempo, tra cui appunto il Genovese e il Cavallari, e intraprese la carriera nel ramo della pubblica istruzione. Ottenuta per concorso la cattedra di Catechismo nel Regio Collegio di Catanzaro, si trasferì in quella città dove, nel 1776, partecipò al concorso per la cattedra di Storia, Cronologia e Geografia dello stesso Collegio, vincendolo e, nello stesso tempo, con dispaccio reale, gli fu conferita la nomina di Soprintendente e di Prefetto del medesimo Collegio. Nel 1802 pubblicò, a Napoli “Elementi di Cronologia Teoretico-Istorico-Pratica” e “Elementi di Storia, ossia Ristretto di un corso di Storia Universale” in sei volumi (della quale una edizione originale  si conserva presso i discendenti) dove l'ultimo tomo, intitolato "La Magna Grecia", ha avuto recentemente l'onore di una ristampa e lasciò inedito un “Saggio di Cosmogonia”. Lo storico martonese, fu socio di molte società letterarie e dell’Accademia Florimontana Vibonese. Morì a Catanzaro il 14 giugno 1816.
 

B2. marchese don Giovanni Domenico II de Lupis e Correale dei baroni di Castania e Cuzzoghieri; Sindaco di Siderno nel 1627 e 1628,

da cui la linea detta de Lupis Campaccio

=  1617, donna Vittoria dei conti Campaccio, ultima della sua famiglia, figlia del conte palatino Giovanni Luca Campaccio;

cavaliere dell'Ordine del Cristo; cavaliere aurato

 

A2. marchese don Ferrante de Lupis e Macrì, (morto senza figli nel 1595),  fu il primo barone di Castania e Cuzzoghieri, due corpi feudali in territorio di Grotteria NON compresi nella Contea della famiglia Carafa. A lui successe il nipote don Paolo II (Paolino)  de Lupis Correale, figlio del fratello don Vittorio de Lupis Macrì

 

A3. marchese don Paolo I de Lupis e Macrì (nato nel 1549).  CAPOSTIPITE DELLA LINEA SICILIANA. (vedi/see)

Si trasferisce in Sicilia, a Messina, dove viene ascritto a quella nobiltà. Successivamente i suoi discendenti si trasferiranno a Ragusa, proseguendo così la linea siciliana della famiglia, che erediterà il titolo di barone del Carozziero, feudo presso Lentini. 

 

 

 

 

FONTI: 

 

- Archivistiche

 

 

 

- Bibliografiche

 

 

 

 

 

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