LUPIS (de) di Molfetta

Nobili di Molfetta e Patrizi di Giovinazzo

Albero dei nobili Lupis di Molfetta

Bibl. Prov.di Bari, Fondo de Gemmis, Famiglie, b. 205, fasc. 12

 

 

A.1. Bartolomeo de Lupis patrizio di Giovinazzo CAPOSTIPITE DELLA LINEA DEI LUPIS DI MOLFETTA (fioriva a Giovinazzo nel XIV sec.) Tutte le fonti consultate concordano del definire Bartolomeo, padre di Pasquale, quale stipite "di quei che fuggiron in Molfetta" quando la regina Giovanna I ordinò il bando da Giovinazzo della famiglia Lupis, nemica degli Spinelli.

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  B1. Pasquale de Lupis patrizio di Giovinazzo e Nobile di Molfetta.

  Biblioteca Comunale di Molfetta, Fondo Manoscritti, notar Joannes Muti, Famiglie Molfettesi.. 251, fam. Lupis: "Nel F.80 a 25  ott. del 1462 quìetatio facta per Angelo Cichi Marino tome ecc. provido viro Nic. Tutii de Pascali Lupis ecc.,nel corpo del contratto si legge nobili viro Nic. Tutio de Pascali Lupis."

 

C1.Colatuccio (Nicola Tuzio) de Lupis patrizio di Giovinazzo e nobile di Molfetta (+ dopo il 16 sett. 1462) in Biblioteca Comunale di Molfetta, Fondo Manoscritti, notar Joannes Muti, Famiglie Molfettesi. f. 251, fam. Lupis: "notaio Giov. de Monno. Nel 1462 a 16 sett., f.74, locatio fatto per il nobile viro Pascalem di Nic Tutii de Lupis procuratore di frate Ant. Minutolo di Napoli commendatore della venerabile ecclesia di s. Nic. di Molfetta Simone de Gaita, quale nel corpo del contratto lo fa cittadino di Molfetta".

= Pascarella Volpicella patrizia di Giovinazzo figlia di giudice Lorenzo Volpicella patrizio di Giovinazzo e ____ ____

D1. Pasquale de Lupis patrizio di Giovinazzo e nobile di Molfetta

= Rosella Muscati o Moscati nobile di Molfetta

 

E1. Lorenzo Lupis patrizio di Giovinazzo e nobile di Molfetta

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F1. fra Lattanzio Lupis commendatore dell'Ordine di San Lazzaro nel 1541 e nel 1549 eletto Almirante del Mare (Grande Ammiraglio) della provincia di Bari, dal re di Spagna. + dopo il 1549.

Da: La Minerva a tavolino, di Cristoforo Ivanovich, Venezia, 1620, pag. 56
"Si gloria l'Autore dell'amicizia del Lupis con oggetto di servire al signor Marchese con l'informazioni desiderate delle condizioni di questo Virtuoso. lettera XLII.
Molto io devo al Signor D. Antonio Lupis, per chè assai mi dona con la Sua amicizia (...)
La famiglia Lupis trae la sua antica Nobiltà da' primi seggio de Giovenazzo (...)
Un Fra Lattanzio fu Avo del Signor D. Antonio, cavaliere e commendatore dell'abito de' Santi Maurizio e Lazero di Savoia; fatto dalla Maestà Cattolica Almirante del Mare nella Provincia di Bari."

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G1. don Flaminio Lupis patrizio di Giovinazzo e nobile di Molfetta; padre del celebre scrittore Antonio

= donna Maria de Ceglia nobile di Molfetta; madre dello scrittore Antonio Lupis

 

H1. don Tommaso Lupis patrizio di Giovinazzo e nobile di Molfetta + 1666.

Dà notizia della sua morte il fratello, lo scrittore Antonio, nella sua opera Il Postiglione

H2. don Antonio Lupis patrizio di Giovinazzo e nobile di Molfetta; celebre scrittore a Venezia; Accademico degli Incogniti * Molfetta (BA), Italy, 16 febbraio 1649; + Bergamo dicembre 1701. Trasferitosi a Venezia in gioventù, fu colà scrittore estremamente prolifico. Produsse più di quaranta opere, spaziando in vari campi: dalla poesia al romanzo, dalle opere latine agli studi storici. Nella città lagunare strinse profonda amicizia con i Tiepolo e con Giovan Francesco Loredan, principe dell'Accademia degli Incogniti, della quale fece parte. Scrisse la vita dello stesso Loredan, ed una sua opera, "L'amazzone scozzese", fu ridotta in dramma dal poeta Francesco Petrobelli di Bari e rappresentata per oltre un secolo nel teatri italiani con buon successo.

 

Da lui deriva, con ogni probabilità, la Linea dei Lupis di Trento, nobili di Margone (TN)

 

G2. don Francesco Lupis patrizio di Giovinazzo e nobile di Molfetta; Governatore di Monte Sant'Angelo nel 1662 + dopo il 1662.

 

H1

 

G3. don Giuseppe Lupis (patrizio di Giovinazzo e nobile di Molfetta; esist), nel 1662 + dopo il 1662.

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H1. don Marino Lupis primicerio e poi vescovo di Molfetta

 

G4. (collocazione incerta) padre Domenico Lupis Arcivescovo di Conza,

in Campania, nel 1656 (+ Consa 1666)

Priore dell'ordine dei Celestini; priore del Monastero di San Pietro a Maiella di Napoli; Abate in Capua e vsiitatore generale dell'Ordine; ricordato dal Von Ranke nella sua "Storia dei Papi" (Sansoni 1965) a pagina 832 del secondo volume, quale confidente e consigliere di Papa Urbano VIII

 

E2. sacerdote don Giliberto Lupis primicerio di Molfetta. + prima del 9 dic. 1493 Biblioteca Comunale di Molfetta, Fondo Manoscritti, notar Joannes Muti, Famiglie Molfettesi. f. 251, fam. Lupis: "Notaio Giov. de Monno. Nel 1493 a 9 dic. f..61, pro rev.mo Angelo de Lacertis episcopo di Molfetta ecc. posuit in possessionem Cosmo de Lacertis de primiceliato quod vacat ad presente morte primiceri Giliberto di Nic. Tutii de Pascalis Lupis

E3. Baldassarre Lupis patrizio di Giovinazzo e nobile di Molfetta

= Camilla de Agno o de Agni nobile di Molfetta

 

F1. Pascarello de Lupis patrizio di Giovinazzo e Nobile di Molfetta matrimonio Giovanna o Giacoma Gadaleta nobile di Molfetta Molfetta (BA), Italy, 5 febbraio 1547.

= Giovanna o Giacoma Gadaleta nobile di Molfetta figlia di Cesare Gadaleta nobile di Molfetta e ____ ____

 

G1. don Baldassarre II Lupis patrizio di Giovinazzo e nobile di Molfetta + prima del 1596

= Molfetta, dopo il 15 aprile 1592, donna Isabella de Agno nobile di Molfetta figlia di don Geronimo o Remigio de Agno nobile di Molfetta e donna Creusa Lepore nobile di Molfetta ( - 3 Sep 1572)

Vespasiano Volpicella era nato il 23 giugno del 1591 dai coniugi Marino Volpicella e Isabella de Agno, figlia di Geronimo de Agno e Creusa Lepore (m. 3 settembre 1572). Dopo la morte di Marino Volpicella, avvenuta il 15 aprile 1592, Isabella sposò Baldassarre Lupis, figlio del fu Pascarello de Lupis e Giovanna Gadaleta. Dal secondo matrimonio nacque Giovan Lorenzo Lupis. Morto il secondo maríto, Isabella de Agno, il 2 ottobre del 1596 (95), sposò in terze nozze il nobile Giacomo Vulpicella
cfr: Corrado Pisani, Le Torri dei Molfettesi, Molfetta, 2000, pag. 183

 

H1. don Giovan Lorenzo Lupis patrizio di Giovinazzo e nobile di Molfetta + prima del 27 marzo 1658;  Per testamento del 9 aprile 1657 Giovan Lorenzo Lupis, fratello uterino del defunto primicerio Vespasiano Vulpicella, nominava crede universale suo figlio Vespasiano, nato dalla fu Giulia de Agno [o d'Agni], sua prima moglie (Archivio di Stato di Bari, Sezione Trani (ASBT), Protocolli notarili della Piazza di Molfetta. , notar L. Salvemini, prot. n. 260, a. 1657, e. 74r., atto 21 aprile).

Il 7 aprile del 1626 Giovan Lorenzo Lupis sposò Julia de Agno, vedova del defunto dottor Francesco de Agno nonché figlia di loannes Francesco de Agno e Lucrezia Urbana. Cfr.: notar G. A. de Bocassino, prot. n. 165, Capitoli Matrimoniali aa. 1626-331 e. 41r., capitoli matrimoniali del 7 aprile 1626. Il nobile Giovan Lorenzo Lupis in seconde nozze sposò donna Vittoria Tattoli

1°) = Molfetta, 7 aprile 1626 donna Giulia o Mariantonia de Agno nobile di Molfetta figlia di don Giovanni Francesco de Agno nobile di Molfetta e donna Lucrezia Urbana morta prima del 9 aprile 1657

2°) = Molfetta, dopo il 9 apr. 1657, donna Vittoria Tattoli, nobile di Molfetta

 

ex 1°) I1. don Vespasiano Lupis patrizio di Giovinazzo e nobile di Molfetta. Decurione dei nobili di Molfetta nel 1665; rimasto vedovo, ascese al sacerdozio e divenne il nuovo rettore del legato pio delle Anime del Purgatorio + Molfetta (BA), Italy, dopo il 16 dicembre 1673; testa il 25 giugno 1669. Il 27 marzo 1658 furono ratificati i capitoli matrimoniali tra Vespasiano Lupis ed Antonia Saraceno di Giovinazzo, rispettivamente figlio del defunto Giovan Lorenzo Lupis e figlia del defunto Orazio Saraceno
(Ibidem, notarl. Salvemini, prot.n. 261, a. 1658,c. 53r., atto27 marzo, ratifica dei capitoli matrimoniali dell'undici gennaio 1658)

Dopo la morte del sacerdote Taddeo Volpicella, primo rettore, il sunnominato Vespasiano Lupis, rimasto vedovo, ascese al sacerdozio e divenne il nuovo rettore del legato pio delle Anime del Purgatorio .

Per testamento del 16 dicembre 1673 il sacerdote Vespasiano Lupis nominò successori, sia nella carica di "sacrista" e sia in quella di amministratore dei beni annessi al legato pio, i suoi figli: il chierico Giovanni Lorenzo, il chierico Orazio e Giuseppe II.
(A.S. B.s.T., Protocolli notarili... notar G. A. Valente, prot. n. 335, a. 1673, e. 395v., atto 17 dicembre)

Maria Antonia Vulpicella "sul principio del... mese di Marzo [del 1672] ..." morì senza lasciare alcuna disposizione testamentaria. Il seguente 26 marzo il sacerdote Vespasiano Lupis, nipote della defunta, donò a suo figlio Giuseppe i beni ereditati dalla zia, a meno dei diritti derivanti dai "jus patronatus, e p(rese)ntandi che possedeva d(ett)a q(uonda)m Maria Ant(oni)a Volpicella in tutti li beneficio, cappellanie, e rettorie ..."
(Ibidem, notar G. A. Valente, prot. n. 334, a. 1672, c. 93r., atto 26 marzo; vedi anche: A. Salvemini, Saggio storico su Molfetta - Parte Seconda, cit., p. 142. Lo storico Salvemini attesta che Maria Antonia Vulpicella morì "nel primo giorno di marzo del 1672".

Con testamento del 25 giugno 1669 Antonia Saraceno nominava eredi i suoi figli: il chierico Giovanni Lorenzo, Orazio, Giuseppe e Laura Lupis
( Ibidem, notar G. A. Valente, prot. n. 3 3 1, a. 1669, e. 184v., atto 26 giugno).
cfr.: Corrado Pisani, Le Torri dei Molfettesi, Molfetta, 2000, pag. 189

= Molfetta (BA) 27 marzo 1658 donna Antonia Saraceno patrizia di Giovinazzo; testa il 25 giugno 1669 figlia di don Orazio Saraceno patrizio di Giovinazzo ( + bef 27 Mar 1658) e ____ ____ + dopo il 25 giugno 1669. Con testamento del 25 giugno 1669 Antonia Saraceno nominava eredi i suoi figli: il chierico Giovanni Lorenzo, Orazio, Giuseppe e Laura Lupis
( Ibidem, notar G. A. Valente, prot. n. 3 3 1, a. 1669, e. 184v., atto 26 giugno)

Palazzo Saraceno a Giovinazzo, abbandonato dall'ultima proprietaria, la nobildonna Marianna Saraceno, vedova del quondam don Francesco Paolo Lupis, aveva bisogno di molte e urgenti riparazioni, ed essendosi questa ridotta a vivere in Molfetta insieme ai due figli, il cavalier don Pietro ed il sacerdote don Nicolantonio Lupis, si decise a venderlo al nobile don Giuseppe Ignazio Donnanno, che già possedeva una parte del pianterreno.

da: S. Daconto, Saggio storico sull'antica città di Giovinazzo, pag. 89

 

J1. don Orazio Lupis chierico, patrizio di Giovinazzo e nobile di Molfetta Per testamento del 22 giugno 1723 il primicerio Giovanni Lorenzo Lupis nominava eredi i suoi nipoti Vespasiano, Corrado e Pietro Giacomo Lupis, figli del defunto Orazio Lupis e Teresa Esperti
(Ibidem, notar I. de Cavallettis, prot. n. 491, a. 1723, e. 225v., atto 22 giugno)

= donna Teresa Esperti nobile di Molfetta

 

K1. don Pietro Giacomo Lupis patrizio di Giovinazzo e nobile di Molfetta

= donna Geronima Soto

 

L1. donna Archippa Lupis dei patrizi di Giovinazzo e nobili di Molfetta + dopo il 1762; matrimonio barone don Michele Brayda nobile di Molfetta 20 aprile 1762.

= barone don Michele Brayda nobile di Molfetta

L2. canonico don Orazio Lupis patrizio di Giovinazzo e nobile di Molfetta + Molfetta (BA), Italy, dopo il 9 giugno 1763.

 

Da: Corrado Pisani, Palazzo Lioy Lupis sta in: "L'Altra Molfetta", giugno 2001, pag. 37
"Il 1° marzo del 1774 Francesco Saverio Severi di Giovinazzo vendeva al sacerdote Orazio Lupis l'intero quarto soprano del palazzo del defunto Gaetano Vernice, consistente "in dieci cam(e)re con tutta la sala, e con esso quarto ... vari membri sottani, cioè la cantina sotto l'istesso palazzo, due cam(e)re sottane, una contigua all'altra, una delle quali corrisponde colla porta alla pub(li)ca strada ... con dentro pescara, e piscina da oglio, ed uno stallone,..... Il prezzo di vendita, pattuito in 1.800 ducati, fu stabilito da una successiva perizia eseguita da maestri muratori Vito Capursi di Giovinazzo e Carlo Boccassini di Molfetta. Il successivo 16 aprile 1774 il sacerdote Saverio de Luca vendeva a Francesco Saverio Severi, per 600 ducati, "la sua intera metà dè ... quarti mezzani e sottani" del palazzo, del fu Gaetano Vernice, ch'egli possedeva in comproprìetà con detto Severi e con "la cappella di S(pan) Gaetano, come erede del fu Gio(vanni) Paolo Vernice, e col sig(no)r Don Michele Saraceno qual figlio di sua madre Donna Isabella Grazia Vernice, e col signor Don Nicola Barone di Bari, figlio ed erede di Donna Eleonora Vernice".

Per testamento del 9 giugno 1793, aperto il 1° luglio dello stesso anno, il canonico Orazio Lupis nominava eredi universali i nipoti Pietro e l'abate Nicolò Antonio Lupis, figli del defunto Francesco Paolo Lupis e Marianna Saraceno. (Ibidem, notar V Gaeta, prot. n. 1105, a. 1793, e. 126v., atto l' luglio.)

L3. don Francesco Paolo Lupis patrizio di Giovinazzo e nobile di Molfetta + Molfetta (BA), Italy, dopo il 30 settembre 1783;

Con Rescritto del 18 agosto 1774, il Re dichiarò di natura laicale il legato pio fondato nel 1649 dal primicerio Vespasiano Vulpicella.

Per testamento del 30 settembre 1783 Francesco Paolo Lupis nominava suoi eredi i figli Pietro ed il chierico Nicolò Antonio Lupis, nati da sua moglie Marianna Saraceno (Ibidem, notar D. de Gaudio, prot. n. 915, a. 1783, e. 405r., atto 30 settembre)

= Molfetta, 1759, donna Marianna Saraceno dei patrizi di Giovinazzo figlia di don Nicolantonio Saraceno patrizio di Giovinazzo; decurione di Giovinazzo per parte dei nobili nel 1755 e 1756 (10 Jul 1713 - 6 Dec 1768) e donna Antonia Lupis dei patrizi di Giovinazzo e nobili di Molfetta, figlia di don Orazio Lupis e donna Teresa Esperti (vedi più avanti)

 

M1. abate don Nicolò Antonio Lupis sacerdote; patrizio di Giovinazzo e nobile di Molfetta * Molfetta  + ivi 14 settembre 1811.

M2. cav. don Pietro Lupis cavaliere del S.M.Ordine di Malta; patrizio di Giovinazzo e nobile di Molfetta + Molfetta il 15 novembre 1812;

Il 17 giugno del 1801 furono rogati i capitoli matrimoniali tra il cavaliere gerosolimitano Pietro Lupis e la nobildonna Maria Concetta Capaccio, figlia del Colonnello Nicola Capaccio di Trani (Ibidem, notar M. Minutillo, prot. n. 1395, a. 1801, e. 136r., atto 17 giugno.)

La legge del 15 marzo 1807. nr. 66, «con cui si aboliscono le sostituzioni fedecommessarie» stabilì che «le sostituzioni fedecommessarie di qualunque natura sono abolite, ed i beni a quelle soggetti saranno goduti come beni liberi dagli attuali gravati [intendi: possessori], ...». legge del seguente 18 giugno, nr. 161, stabilì che nell'abolizione fidecommessi rientravano anche i «legati pij, cappellanie laicali ...».
Il Tribunale di Prima Istanza di Trani, con sentenza del 16 novembre 1811, dichiarò a favore di Pietro Lupis la spettanza del legato pio e sua proprietà i beni ad esso annessi, compreso il casino di Villa franca. Il 14 settembre 1811 morì, senza alcun testamento, l'abate Nicoló Antonio Lupis. Il 15 novembre 1812 morì Pietro Lupis. Per testamento del 10 novembre 1812, rogato dal notaio Michele Minutillo, nominó erede Caterina Lupis, sua figlia secondogenita, nata dal primo matrimonio con Cecilia de Gemmis della città di Terlizzi (Ibidem, notar M. Minutillo, prot. n. 1405, a. 181 1, e. 128r., atto 7 ottobre; ibidem notar M. Minutillo, prot. n. 1406, a. 1812, e. 113r., atto 10 novembre; ibidem, notar Minutillo, prot. n. 1407, a. 1813, e. Sr., atto 10 febbraio; ibidem, notar M. Minutillo, pr n. 141 1, a. 1817, e. 180r., atto 27 settembre.)
cfr.: Corrado Pisani, Le Torri dei Molfettesi, Molfetta, 2000, pag. 190

1°) = Molfetta 17 giugno 1801, donna Maria Concetta Capaccio dei patrizi di Trani figlia di Colonnello don Nicola Capaccio patrizio di Trani e ____ ____

2°) = donna Cecilia De Gemmis nobile di Terlizzi

 

ex 2°) N1. donna Caterina Lupis dei patrizi di Giovinazzo e nobili di Molfetta; erede universale insieme alla sorella Marianna + Molfetta (BA), Italy, 22 dicembre 1853;

Il 29 gennaio del 1813 furono stipulati i capitoli matrimoniali tra Caterina Lupis e Michele Lioy, figlio di Francesco Lioy (Ibidem, notar D. Maggialetti, prot. n. 1562, a. 1813, e. Ir., atto 29 gennaio)

L'8 maggio del 1813 le sorelle Marianna (dichiarata demente) e Caterina Lupis si divisero i beni ereditati dal defunto padre. Il casino di Villa franca restò aggiudicato a Caterina (Ibidem, notar D. Maggialetti, prot. n. 1562, a. 1813, e. 29r., atto 8 maggio.)
Il palazzo Lupis di Molfetta, al civico n. 43 in via Amente, restava in comproprietà tra le due sorelle.
Il 21 febbraio del 1822 Irene Lena Santoro, vedova di Francesco Saverio Severi, vendeva a Caterina Lupis i restanti "due quarti" del palazzo in via Amente. Nel 1823 il palazzo, alla strada Amente, era accatastato a nome di Caterina Lupis ed era così descritto: proprietà n. 95, civico n. 42 (odierno 34), stalla 1; proprietà n. 96, civico n. 43 (odierno 32) - primo piano (stanze 6, legniera 1, cucine 2, camerini 2); proprietà n. 97, civico n. 43 (odierno 32) secondo piano o piano nobile (stanze 8, camerini 2, cucina I); proprietà n. 98, civico n. 43 (odierno 32) - terzo piano (stanze 5); proprietà n. 99, civico n. 43 (odierno 32), cantina 1; proprietà n. 100, civico n. 44 (odierno 30), stalla 1 e piscina d'olio; proprietà n. 101, civico n. 45 (odierno 28), stalla 1. In realtà solo la proprietà n. 96 apparteneva per intero a Caterina Lupis, per averla comprata dalla vedova Severi di Giovinazzo, le rimanenti proprietà erano ripartite, nelle quote di possesso, per un terzo a Marianna Lupis e per due terzi a Caterina Lupis.

Il 22 dicembre 1853 moriva Caterína Lupis. Per testamento olografo del 4 gennaio 1851, aperto e letto il 24 novembre 1854, Caterina nominò eredi i suoi otto figli Pietro, Francesco, Nicol'Antonio, il sacrista don Gaetano, Ippolita moglie di Sergio Fontana, Cecilia moglire di Nicola Nitti, le minori Marietta ed Errichetta Lioy Lupis (Ibidem, notar F. S. Romano, prot. n. 2231, a. 1854 (2' semestre), ce. 1157r.-1 158 atto 24 novembre, Verbale di presentazione, descrizione e deposito di testamento...)

Nel periodo compreso dal 7 novembre al 31 dicembre 1854 furono inventariati i beni appartenenti all'eredità (Ibidem, notar E S. Romano, prot. n. 223 1, a. 1854 (2' semestre), cc. 1314r. - 1481 atti 7 novembre - 31 dicembre.)

Il 31 dicembre 1855 gli eredi di Caterina Lupis si divisero i beni ereditati. Il casino situato a Villa franca, grazie ad un sorteggio, passò di proprietà di Nicol'Antonio Lioy Lupis (Ibidem, notar F. S. Romano, prot. n. 2233, a. 1855 (2' semestre), c. 1161r., atto 31dicembre.)
Il palazzo in via Amente, stimato del valore di 4.142 ducati (pari a 17.603 lire italiane), veniva così suddiviso: le proprietà nn. 95-96-98-99-100 al sacerdote Gaetano Lioy Lupis e la proprietà n. 97 a Francesco Lioy Lupis. In pratica a Gaetano andavano pianterreno, 1° piano e 3° piano; a Francesco restava solo il 2° piano.
E' utile ricordare che il possesso degli immobili appena descritti, a meno della proprietà n. 96, si riferiva a due terzi di ogni singola unità immobiliare, in quanto n terzo di dette proprietà apparteneva a Marianna Lupis.
Il 30 luglio del 1862 moriva Marianna Lupis. Il 10 febbraio del 1863 gli eredi dividevano i beni della defunta zia.
Fancesco Lioy Lupis riceveva il rimanente terzo del piano nobile, mentre al fratello Gaetano andavano le restanti terze parti degli immobili di cui era già proprietario. In tal modo, alla data del 1863, l'immobile era di proprietà di Francesco e del sacerdote Gaetano, figli dei coniugi Michele Lioy e Caterina Lupis, donde il nome di palazzo Lioy Lupis.
cfr: Corrado Pisani, Palazzo Lioy Lupis, sta in: " L'Altra Molfetta" , giugno 2001

 

Il doppio stemma di famiglia è presente nell’affresco sulla volta dell’androne del Palazzo Lioy Lupis, e testimonia l’unione delle due famiglie in seguito al matrimonio tra Michele Lioy e Caterina Lupis. Degno di nota il porticato cinto da balaustre e busti antropomorfi.

 

= Molfetta  29 gennaio 1813, don Michele Lioy nobile di Molfetta figlio di don Francesco Lioy nobile di Molfetta e ____ ____

 

O1. don Pietro Lioy Lupis

O2. don Francesco Lioy Lupis

O3. monsignore don Gaetano Lioy Lupis, prelato domestico di S.Santità e Cappellano di Obbedienza Magistrale del S.M.O. di Malta.
Nacque nel 1830 e fu Rettore della Chiesa del Purgatorio e Padre Spirituale dell' Arciconfraternita della Morte, dal 3 settembre 1851 al 14 novembre 1920, data della sua morte.

Scrisse il Quadro storico dei varii oggetti pertinenti al Sacrificio della Messa secondo la loro origine e ragione per l'abbate Gaetano Lioy - Lupis Cappellano di Obbedienza Magistrale dell'Ordine Sovrano di Malta. Bitonto, Stab. Tip. Garofalo 1897.

O4. donna Ippolita Lioy Lupis

= Sergio Fontana

O5. donna Cecilia Lioy Lupis

= Nicola Nitti

O6. donna Marietta Lioy Lupis

O7. donna Enrichetta Lioy Lupis

O8. don Nicol'Antonio Lioy Lupis + Milano, Italy, 1904; Nel 1879 la masseria Villa franca apparteneva sempre al nobile Nicol'Antonio Lioy Lupis (Ibidem, notar E S. Romano, prot. n. 2264, a. 1879, c. 2 Ir., atto 16 febbraio.)

= donna ... de Roberti

 

N2. donna Marianna Lupis dei patrizi di Giovinazzo e nobili di Molfetta: dichiarata demente * Molfetta (BA), Italy; + Molfetta (BA) 30 luglio 1862.

Il 30 luglio dei 1862 moriva Marianna Lupis. Il 22 novembre dello stesso anno furono inventariate tutte le proprietà che possedeva la defunta. Il 10 febbraio del 1863 gli eredi divisero i beni della fu Marianna Lupis, loro zia (Ibidem, notar I. Fontana, prot. n. 2364, a. 1862, c. 272r., atto 22 novembre; ibidem, notar I. Fontana, prot. n. 2365, a. 1863, e. 14r., atto 10 febbraio.)

 

K2. donna Antonia Lupis dei patrizi di Giovinazzo e nobili di Molfetta

= don Nicolantonio Saraceno patrizio di Giovinazzo; decurione di Giovinazzo per parte dei nobili nel 1755 e 1756 figlio di don GianLuigi Saraceno sindaco dei nobili di Giovinazzo nel 1698 e 1699 (16 Jun 1669 - 13 Jul 1729) e donna Eleonora de Ruggiero nobile di Bitonto ( - 9 Oct 1715), * 10 luglio 1713; + 6 dicembre 1768.

 

L1. donna Marianna Saraceno dei patrizi di Giovinazzo

= Molfetta, 1759, don Francesco Paolo Lupis patrizio di Giovinazzo e nobile di Molfetta (vedi sopra) figlio di don Pietro Giacomo Lupis patrizio di Giovinazzo e nobile di Molfetta e donna Geronima Soto + Molfetta (BA) dopo il 30 settembre 1783.

Con Rescritto del 18 agosto 1774, il Re dichiarò di natura laicale il legato pio fondato nel 1649 dal primicerio Vespasiano Vulpicella.

Per testamento del 30 settembre 1783 Francesco Paolo Lupis nominava suoi eredi i figli Pietro ed il chierico Nicolò Antonio Lupis, nati da sua moglie Marianna Saraceno (Ibidem, notar D. de Gaudio, prot. n. 915, a. 1783, e. 405r., atto 30 settembre)

 

 

K3. canonico don Corrado Lupis patrizio di Giovinazzo e nobile di Molfetta + Molfetta (BA), Italy, dopo il 20 maggio 1751.

Il canonico Corrado Lupis, figlio del fu Orazio Lupis, per testamento del 20 maggio 1751, nominava erede suo fratello, il sacrista Vespasiano Lupis (Ibidem, notar M. Romano, prot. n. 63 1, a. 17 5 1, e. 49r., atto 20 maggio)
Un documento del Notaio Bartolomeo Gaeta di Molfetta (vol. 666, f. 2)  riporta una convenzione stipulata il 3 gennaio 1745 tra don Corrado Lupis e Nicola Angelo Candida.
Don Corrado Lupis aveva fatto costruire un edificio nella sua “cocivina” situata nei pressi del torrione della strada dell’Annunziata, proprio di fronte alla “cocivina” di Nicola Angelo Candida. Tra i due era subito nata una contesa, perché il Candida affermava che l’occupazione di parte della strada col fabbricato del Lupis aveva limitato la raccolta delle acque piovane, che defluivano verso la sua piscina. Corrado Lupis fu costretto allora a lasciare liberi sulla strada 7 palmi di lunghezza e larghezza, la distanza, cioè intercorrente tra la cappella dell’Annunziata e la piscina del Candida, per non impedire più che l’acqua dalla strada pubblica potesse raccogliersi nella piscina stessa.

Rione Annunziata a Molfetta. La zona, compresa tra via Annunziata, via Crocifisso e via Ten. Ragno, apparteneva alla Badia di Banzi. Il 4 aprile del 1743 il suolo veniva ceduto in enfiteusi al canonico don Corrado Lupis che lo frazionava in piccoli lotti a partire dal 28 dicembre dello stesso 1743.

K4. don Vespasiano II Lupis, sacrista; patrizio di Giovinazzo e nobile di Molfetta + Molfetta (BA), Italy, 9 dicembre 1755. Il 10 dicembre del 1755 furono aperti e letti il testamento ed il codicillo, rogati in data 5 e 8 dicembre, del sacrista Vespasiano Lupis. Erede universale divenne suo nipote Francesco Paolo Lupis, figlio di Pietro Giacomo Lupis (Ibidem, notar D. C. Pappagallo, prot. n. 782, a. 1755, ce. 14OV.-147r.-1 5Or.-I 53v., atti 10-15-16 dicembre)
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J2. don Giuseppe II Lupis patrizio di Giovinazzo e nobile di Molfetta

J3. donna Laura Lupis dei patrizi di Giovinazzo e nobili di Molfetta

J4. don Giovanni Lorenzo Lupis chierico; patrizio di Giovinazzo e nobile di Molfetta + Molfetta (BA), Italy, dopo il 22 giugno 1723.

Il 9 ottobre del 1720 i mastri muratori Pietro Martire de Cea e Nicola de Cea, padre e figlio, promisero al primicerio Giovanni Lorenzo Lupis di eseguire nel casino di Villa franca i seguenti lavori: " ...risarcire le due camere d'abbasso, e la stalletta, con mettere la tonica dove manca, fare il fuoco dove stà di p(rese)nte, ma più grande, con allargare il camino d'abbasso sino sopra, alzare la ciminiera due palmi sopra la pettorata, alzare la fenestra della cucina... e che sia di palmi tre quadra ...; - Accomodare l'altra fenestra ...; - alzare la bocca del Pozzo palmi due ...; - fare un forno che si trova nel cortile ...; [...] - risarcire la porta della scala ...; - mutare due porte e una abbatterla e farla da nuovo ...; [... ] - fare le toniche dentro le camere, dove mancano, unitam(en)te con le lamie ...; [... ] - accomodare la Torre di Guardia...-, mettere le chianche quadre... dove mancano sopra la cappella e camera della torrera; - fare le toniche nella cappella, e camera d'appresso dove mancano, ed intonacarla da fuori... e questo p(er) il convenuto prezzo... lastrichi alla ragg(io)ne di grana trent'otto, e mezzo la canna; e per l'altre opere, e risarcim(en)ti p(er) docati venti sei... (Ibidem, notar G. D. de Leone, prot. n. 542, a. 1720, e. 139r., atto 9 ottobre).

Per testamento del 22 giugno 1723 il primicerio Giovanni Lorenzo Lupis nominava eredi i suoi nipoti Vespasiano, Corrado e Pietro Giacomo Lupis, figli del defunto Orazio Lupis e Teresa Esperti
(Ibidem, notar I. de Cavallettis, prot. n. 491, a. 1723, e. 225v., atto 22 giugno)

cfr.: Corrado Pisani, Le Torri dei Molfettesi, Molfetta, 2000, pagg. 189-190

 

 

FONTI:

Archivistiche:

 

- Archivio di Stato di Bari, Sezione Trani (ASBT), Protocolli notarili della Piazza di Molfetta.

- Archivio Marchesi Lupis Macedonio Grotteria (AMLMG)

 

Bibliografiche:

 

- Corrado Pisani, Le Torri dei Molfettesi, Molfetta, 2000, pagg. 183; 189-190

- Corrado Pisani, Palazzo Lioy Lupis, sta in: " L'Altra Molfetta" , giugno 2001

- Ivanovich C., La Mìnerva al tavolino. Venezia 1620, pag. 54-58

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(Presidente: il XIII duca di San Donato, dott. don Marco, marchese Lupis Macedonio Palermo dei principi di Santa Margherita)

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