Della MOREA (o Di MOREA)

 

(ex De YMOLA)

 

Conti di Genola e Signori del Castello Superiore di Busca

 

 

 

Nobile Andrea de YMOLA (alias de IMOLA), gentiluomo di Pinerolo, originario di Imola (alzava come Arma uno scudo d’Oro alla croce ancorata di Nero), dopo il matrimonio si stabilì a Busca

= Maddalena della Morea (alias di Savoia-Busca), figlia di Antonio della Morea (alias di Savoia-Busca), Signore di Busca con il Castello Superiore di Busca (vedi/see)

 

A1. Nobile Martino de YMOLA, Capitano delle Armate del Duca di Savoia (+ante 1613)

= ………………

 

B1. Nobile Ortensio, 1° Conte di Genola (vedienne infeudato di 2/5 del feudo per donazione da parte del Duca con Lettere Patenti del 7-IV-1622), ebbe dono, cessione e grazia dal Duca di Savoia del Castello Superiore di Busca in feudo per successione al cugino Guglielmo della Morea (con tutti i privilegi, diritti e beni che erano stati concessi all’avo Antonio della Morea il 5-III-1418) con Lettere Patenti del 9-III-1613 (il Duca fece questa concessione a patto che assumesse il cognome della MOREA e sostituisse il proprio stemma con quello della Morea [di Rosso alla croce ancorata d’Argento con il filetto di Nero in sbarra]), ebbe la donazione di molti beni rustici feudali siti nel Marchesato di Busca (tra cui la Cascina Feudale dipendente dal Castello Superiore di Busca e la Bealera del Biandrone detta “La Morea”) nel 1614, Venturiere nelle Armate del Duca di Savoia dal 1577, Capitano delle Armate del Duca di Savoia dal 1590, Gentiluomo di Bocca del Duca di Savoia dal 1606, Governatore e Luogotenente del Marchesato di Susa dal 1606, Gentiluomo di Camera del Duca di Savoia dal 1613, Luogotenente della Compagnia Archibugieri delle Guardie del Corpo del Duca di Savoia dal 1613, Sergente Maggiore del Colonnellato della Fanteria del Piemonte dal 1616, combatté per cinquanta anni al servizio dei Duchi di Savoia, alla sua morte i suoi feudi vennero devoluti, lui ed i suoi discendenti si considerarono (e furono quasi sempre ritenuti) membri della Real Casa di Savoia (+Busca 13-IV-1622)   

B2. Nobile Antonio, ebbe in dono, cessione e grazia del Castello Superiore di Busca in feudo per  successione al cugino Guglielmo della Morea (con tutti i privilegi, diritti e beni che erano stati concessi all’avo Antonio della Morea il 5-III-1418) con Lettere Patenti del 9-III-1613 (il Duca di Savoia fece questa concessione a patto che assumesse il cognome della MOREA e sostituisse il proprio stemma con quello della Morea [di Rosso alla croce ancorata d’Argento con il filetto di Nero in sbarra]), ebbe in dono i beni rustici feudali di Busca già appartenuti al fratello Ortensio dal Principe di Carignano (tra cui la Cascina Feudale dipendente dal Castello Superiore di Busca e la Bealera del Biandrone detta “La Morea”) a titolo di retrofeudo di nuova grazia con Lettere Patenti del 30-III-1626 (+1637)

= la Nobile Anna Signorile, figlia del Nobile Alessandro Signorile, da Busca, e di Caterina della Morea (alias di Savoia-Busca) dei Signori di Busca

 

C1. Nobile Carlo Tommaso della MOREA, detto Tommaso, Signore del Castello Superiore di Busca, investito (assieme agli altri beni feudali di Busca) in retrofeudo dal Principe di Carignano nel 1638, Paggio del Principe di Carignano, Capitano delle Milizie di Busca, venne esentato dal pagamento della tassa della cavalcata dal Duca di Savoia nel 1638, vendette la Bealera del Biandrone ai della Chiesa di Cinzano nel 1646, vendette un Forno (che faceva parte dell’insieme dei beni feudali di famiglia) al Notaio Bartolomeo Allodi da Busca nel 1666, inoltrò varie suppliche al Principe di Carignano affinché avesse licenza di vendere i beni feudali per costituire la dote alle figlie a partire dal 1671, sottoscrisse un atto di ricognizione di debito verso la moglie di 5.000 lire (2.500 di dote, 1.000 di aumento di dote donate fra vivi con lo stesso atto di ricognizione e 1.500 per beni parafernali pervenuti alla moglie alla morte della madre) in data 23-II-1682, si impoverì notevolmente e dovette anche fronteggiare una rivolta contadina in cui perse la vita suo genero (vediiv. 1691)

= a) …………………..

= b) 1672 (dote di 2.500 lire) Maria Maddalena Lamberti, figlia di Antonio Lamberti (vediiv. 23-II-1682)

 

D1. [ex 1°] Nobile Anna, già vedova fece con il padre un atto di transazione sulla sua dote il 21-X-1688 (vediiv. 1688)

= 1671 Nicola Ferraudo (+in una rivolta contadina Busca 168…)

D2. [ex 2°] Nobile Paolo Antonio, Signore del Castello Superiore di Busca, portava il titolo di “Vassallo” in quanto investito di beni immobili in regime feudale, investito dei beni feudali di Busca (Castello Superiore e Cascina da esso dipendente) dal Principe di Carignano nel 1717, Confratello della Confraternita della Santissima Trinità di Busca, Luogotenente e Giudice del Marchesato di Busca (vedienne rimosso per incompetenza), Estimatore Pubblico dei Beni di Busca dal 1756, archeologo dilettante, scavando tra le rovine del Castello Superiore di Busca trovò alcune monete romane, viveva in stato di indigenza (vediiv. 1756)

= …………………….

 

E1. Nobile Vassallo Tommaso, Signore del Castello Superiore di Busca, investito dei beni feudali di Busca (Castello Superiore e Cascina da esso dipendente) alla morte del padre (*Busca 1715, +Busca 1790)

= Busca 1745 Teresa Olivero, figlia di Diego Olivero dei Signori di Costigliole, Commendatore dell’Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro, e di Ottavia Grassi dei Nobili di Mondovì

 

F1. Nobile Vassallo Ignazio, Signore del Castello Superiore di Busca, investito dei beni feudali di Busca (Castello Superiore e Cascina da esso dipendente) alla morte del padre, ammesso a giurare Fedeltà al Re coi Nobili nel 1822, inoltrò formale protesta alla Segreteria di Stato perché il Governatore di Cuneo non gli aveva inviato comunicazione ufficiale della morte di Re Vittorio Amedeo III come gli spettava di diritto nella protesta scriveva che fosse ordinato al Governatore di Cuneo di inviargli “una lettera per poter fare un duolo in regola, siccome nostra famiglia, come ben sa, noi siamo vassalli ordinari [e] abbiamo maggior obbligazione [in quanto parenti – per quanto lontani – del Sovrano stesso) in data 22-X-1796, ottenendo che da Torino fosse scritto al Governatore di Cuneo di annunciargli con le forme dovute la dipartita del Re come si conveniva ad un membro della Real Casa, vendette il Castello Superiore di Busca al Conte Caissotti di Chiusano nel 1812 (*Busca 1748, +Busca 1827)

= 1770 Felicia (detta Felicita) della Riva, figlia del Vassallo Paolo Lodovico della Riva, Signore di Fenile, e di Anna Lucia Rebuffo dei Conti di San Michele

 

G1. Nobile Tommaso, ammesso a giurare Fedeltà al Re coi Nobili nel 1822, Capitano delle Milizie di Busca dal 179…, con lui si estinse la famiglia (vediiv. 1841)

G2. Nobile Radegonda, nubile (+Busca 1809)

G3. Nobile Guglielmo, Sacerdote

G4. Nobile Delfina

= il Nobile Giovanni Allodi, da Busca

 

 

D3. [ex 2°] Nobile Isabella

= il Nobile Giosué Grimaldi qm. Giuseppe, da Busca (vedi/see)

 

 

A2. Nobile Tommaso de YMOLA, Capitano delle Armate del Duca di Savoia (+1570)

= Margherita Buschetti, figlia di Giovanni Buschetti, Signore di Santena e Nobile di Chieri, e di Bona Tavani (+dopo il marito) (vedi/see)

A3. Nobile Margherita de YMOLA (+nubile)

 

 

 

 

 

 

INDICE DELLE FAMIGLIE NOBILI DEL MEDITERRANEO

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Comitato Scientifico Scientifico Editoriale del
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Libro d'Oro della Nobiltà Mediterranea
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(Presidente: il XIII duca di San Donato, dott. don Marco, marchese Lupis Macedonio Palermo dei principi di Santa Margherita)

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