carnevale

nobili di Stilo

(estinta)

 

genealogia parziale, stralci e appunti.

Il cognome deriva dal predicato nominale Carnelevario, forma volgare del latino Carnelevarius, presente fin dal 1239 nel Giustizierato di Calabria con Carnelevario di Pavia, fidelis di Federico II. Il processo di cognominizzaziòne terminerà nel ‘600 nella forma moderna Carnevale che, a sua volta, tramutandosi sotto gli influssi dialettali calabresi del ‘700, originerà localmente la forma corrotta Carnovale, tuttora presente in Calabria.

Antica famiglia ricordata da Vito Capialbi fra le «più doviziose illustri, e rinomate della Calabria ... La città di Stilo sarà sempre grata ai beneficii di questa famiglia, la quale, e col danajo, e collo studio, e col sangue difese unquemai la patria libertà, ed il suo Regio Demanio avverso le strane pretese, ed acerrime vessazioni usatele da Luise, e Gio. Francesco Conclubet, e dai loro aderenti, e partegiani». Giovanni Fiore da Cropani riconosce per nobile in Calabria questa famiglia e la denomina «da condimenti di quel tempo più tosto per capriccio che per altro». Gabriele Barrio annota: «Familia Carnevalius habet baronatum Styli oppidi». Mario Pellicano Castagna la elenca fra quelle appartenenti al Seggio dei Nobili di Stilo fin dal secolo XVI. L’appartenenza della famiglia alla nobiltà patrizia di Stilo è illustrata dal possedimento dei suffeudi Grillo o Sanfili presso Stignano, dall’aver ricoperto i suoi componenti più volte la carica di Sindaco dei Nobili e dagli incarichi di alta responsabilità loro assegnati dal Parlamento cittadino, dal godimento di giuspatronato, dal possesso di una cappella di famiglia nella chiesa dei PP. Conventuali di Stilo ed infine dall’elezione di un suo componente a vescovo di Isola. Suoi esponenti, inoltre, furono accolti nella corte reale: Nicola fu fidelis del re Roberto nel 1327 e ciambellano dalla regina Giovanna I nel 1346, Nicola Maria nel 1562 ottenne da Filippo II il privilegio di suo familiare e continuo commensale. I rappresentanti della famiglia furono stimati amici ed alleati del filosofo Tommaso Campanella, assumendo un ruolo importante in sua difesa nelle vicende giudiziarie che coinvolsero il filosofo a cavallo dei secoli XVI e XVII. Illustrarono la famiglia anche numerosi dottori, ecclesiastici e i matrimoni con casate parimenti nobili quali Brancaleone dei Baroni di Cirella, Crispo, Giustiniani, Rinaldis, Sabinis, Verlingeri e Vigliaroli (seu Villadori). Trasfusa in Stilo nella famiglia Crea e in Monteleone nella Capialbi, ora è estinta.

Un ramo della famiglia si trapiantò in Val di Noto e a Siracusa nel 1481, imparentandosi con gli Isoldo baroni di Maeggi, e un secondo ramo nel 1549 a Palermo, quindi a Montalto Uffugo, Sinopoli e Cosenza.

Arma: ? (di possibile attribuzione: troncato, nel primo di … a due fasce di …, nel secondo di … al cane passante al naturale).

 

 

 

 

A.1      Nicolaus (Stilo, * a. 1320; + p. 1346). Nominato governatore di Amatrice nel 1320. Fidelis del re Roberto nonché carissimo del Duca di Calabria e suo familiare nel 1327,  venne nominato Podestà della terra di santa Croce. Nel 1333 combatté sotto le mura di Ferrara contro gli Estensi. Nel 1346 fu ammesso tra i ciambellani della regina Giovanna I e poi nominato General tesoriere nella provincia dell’Aquila.

 

A.2      Sancio. Discendenza di collocazione incerta. Secondo Fiore da Cropani è figlio di Nicolò A.1. Valoroso condottiero filo-aragonese contro i Francesi. Fatto ostaggio da questi ed imprigionato nel castello di S. Catarina.
=
( ? )

 

A.3.1   Nicola seu Nicolò  (Stilo, * 1459, + ?-10-1527). Secondo Fiore da Cropani è nipote di Nicolò A.1. UJD. Difende con gli altri fratelli la libertà del Regio Demanio di Stilo contro G.F. Concublet marchese d’Arena nel 1521. Sindaco dei Nobili di Stilo nel 1523. Ricostruisce il tempio del S. Salvatore nella chiesa dei pp. Conventuali di Stilo. Nobile facoltoso ma senza eredi, dispone per testamento la costruzione di un monastero in Stilo per le Vergini benedettine (monastero della Vergine della Consolazione) commutato in juspatronato della famiglia con il solo “titolo” di abbazia.
= Maria Brancaleone dei baroni di Cirella. Non ha discendenza.

 

A.3.2   Altobello (vivente nel 1515-34 in Stilo). Dottore. Possiede suffeudi in Stignano nel 1515. Difende con gli altri fratelli la libertà del Regio Demanio di Stilo contro G.F. Concublet marchese d’Arena nel 1521. Incluso nell’elenco della Grande Platea della Certosa di Serra San Bruno per l’anno 1534.

 

A.3.3   Giovanni Battista (vivente in Stilo nel 1521). Dottore. Difende con gli altri fratelli la libertà del Regio Demanio di Stilo contro G.F. Concublet marchese d’Arena nel 1521.

 

A.3.4   Giovanni Francesco (vivente in Stilo nel 1521-24). Dottore. Inviato nel 1524 in qualità di deputato della città, insieme a Cola de’ Rinaldis, presso la corte di Carlo V, ottiene il riconoscimento del Regio Demanio contro le pretese di G.F. Concublet marchese d’Arena. Sindaco dei Nobili di Stilo nel 1524.

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B.        Scipione. Laureato alla Sapienza di Roma il 6-12-1480.

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C.       
Ludovico Francesco. Regius Auditor presso Filippo II. Vivente in Napoli nel 1556.

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D.1      Prospero (+ a. 1570). Probabile trapianto in Cosenza.
= [Matrimonio di collocazione incerta] Ber.na [Bernardina] Verlingera. Magnifica. Gode di giuspatronato di una cappella nel monastero di S. Francesco di Assisi in Cosenza. Madre dei seguenti figli:

 

D.2.1   Fabrizio (Cosenza, + p. 8-7-1633). Arciprete. Magnifico. Nel 1570 rinnova il beneficio di una cappella nel monastero di S. Francesco di Assisi in Cosenza istituito dalla madre. In Cosenza nel 1572 è percettore della Gabella della seta  del principe di Bisignano per la quota parte di Pietro Francesco Ravaschero. In Stilo alla fine del XVI secolo partecipa alle lotte contro la famiglia rivale dei Contestabile, dai quali è accusato presso il Nunzio di negoziazione illecita e ricetto di banditi per aver dato rifugio al fuoruscito Maurizio de’ Rinaldis da Guardavalle. Amico di Tommaso Campanella.

 

D.2.2   Nicola Maria. Magnifico. Nel 1562 ottiene da Filippo II il privilegio di familiare e di continuo commensale. Nel 1570 rinnova il beneficio di una cappella nel monastero di S. Francesco di Assisi in Cosenza istituito dalla madre. In Cosenza nel 1572 è percettore della Gabella della seta  del principe di Bisignano per la quota parte di Pietro Francesco Ravaschero. In Stilo nel 1571. Comandante della milizia sotto Carlo V e Filippo II in Belgio, Germania e Milano, fu insignito di molteplici onori. A capo di una compagnia di fanti, armata a sue spese, andò alla battaglia di Lepanto nel 1571. In ricompensa ottenne dal re Filippo II un “segnalato stipendio” in Sicilia e una “compagnia di battaglione” in Cosenza.

 

D.2.3   Giovanni Andrea. UJD. Governatore generale degli Stati del principe di Bisignano nel 1558 e poi commissario di campagna in Abruzzo.

 

D.2.4   Francesca (Cosenza, + p. 8-7-1633). Magnifica. Erede unica del fratello Fabrizio.
= ( ? )
Anisallo. Non si conosce l’eventuale discendenza.

D.2      Giovanni Francesco. Sacerdote. In Stilo alla fine del XVI secolo partecipa alle lotte contro la famiglia rivale dei Contestabile, dai quali è accusato presso il Nunzio di negoziazione illecita e ricetto di banditi, per aver dato rifugio al fuoruscito Maurizio de’ Rinaldis da Guardavalle. Amico di Tommaso Campanella.

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E.        
Camillo (Stilo, * ?; Sinopoli, + a. 1601).  Erudito nelle lettere latine, greche ed ebraiche. Per le sue molteplici virtù gli fu conferito il vescovato d’Oria, ma lui stesso lo rifiutò perché ormai anziano.

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F.         Clausio (Serra S. Bruno, + 21-10-1603). Sacerdote. Sepolto nel monastero di Serra San Bruno.

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G.        Paolo (Stilo, + 1612). UJD.

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H.        Tiberio ( Stilo, * 1574; + ?). Dottore. Studia medicina a Napoli e diventa il medico stimato da Tommaso Campanella che di lui dice: «peritissimus observator medicus Tiberius Carnelevarius conterraneus doctissimus». T. Campanella sottopose al medico il suo De natura rerum per essere certo dell’incensurabilità della sua opera. Fu incaricato dal S. Officio della revisione dei libri De natura rerum, De sommo et in quod animal universum ab unicae animae sbstantia gubernatur di Bernardino Telesio.

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I.1        Fabio (vivente in Stilo nel 1645). Magnifico.
= Lucia Villadori seu Vigliaroli.

 

I.2.1     Giovanni Paolo (Stilo, * ?; + p. 16-7-1647). UJD. Regio Auditore in Lecce ed Otranto. Amico di Tommaso Campanella. Subisce un tentativo di omicidio da parte del concittadino e rivale Marco Antonio Contestabile nel 1595. Cognato del sacerdote Jacopo Sabinis.
= ( ? ) Sabinis.

 

I.3.1     Fabio (vivente in Stilo nel 1631). Notaio. Sindaco dei Nobili di Stilo nel 1631: «Addì 16 novembre 1631 nella città di Stilo la presente regea provisione oggi predetto dì è stata presentata pel notar Luca Francesco Carnovale Sindico che fu nello anno passato con li altri atti et Capitulationi che in essa si fa mentione al notar Francesco Valdeon regeo Capitaneo… Et in contenente fu ordinato per esso Regeo Governatore che la presente si notifichi all’odierni Sindici di essa città Fabio Carnovale, Francesco Valdeon. Et notificata per me notar Giuseppe Vitale Cancelliere ad essi notar Fabio Carnovale Sindico dei nobili et N. Mario Santagati Sindico delli honorati di essa città et a molti eletti».

 

I.3.2     Tiberio.

 

I.2.2     Aurelia (Stilo, + a. 1669). «Arricchì la biblioteca di S. Maria del Borgo col dono dei suoi libri e di quelli dei genitori e dei fratelli, che erano dotti nelle lettere e nella conoscenza delle lingue e delle scienze sacre. Tra i volumi della Carnevale c’erano edizioni pregevoli e rare di Aldo Manuzio, del Giolito e di Antonio Ligname. Ciascuno recava la formula di appartenenza, Ex libris dominae Aurelia Carnevale, nuc Coppuccinorum Styli 1669».

 

I.2.3     Sansone (Stilo, * 1595; Napoli, + ?-8-1656). Reverendo Metropolita a Napoli. Prefetto della Congregazione del P. Francesco Pavone. Il 13 novembre 1635 gli fu affidata la Cattedrale. Il Cardinale Filomarini lo nominò Giudice ordinario della Curia, Esaminatore sinodale e suo Consultore. Fondò nel 1656 la Congregazione della Apostoliche Missioni. «Sviluppatosi frattanto il pestifero morbo nel 1656 il nostro D. Sansone tutto si applicò coi suoi al servizio degli appestati, … onde attaccato D. Sansone dalla peste, sene morì nel mese di Agosto dell’anno stesso», fu sepolto nel Duomo di Napoli.

 

I.2.4     Prospero (Stilo, + p. 1658). Reverendo. UJD, patrono del tribunale di Napoli. Procuratore incaricato nel 1647 di reperire il denaro necessario per riscattare il Regio Demanio: «Item di più si propone per esso Mag.co Sindico se facesse Procura alli Mag.ci SS.ri DD.rij Luca Fan.co et Prospero Carnovale, e Hieronijmo Vigliarolo dimmorantino in Napoli che in nome d’essa città, e casali possano pigliare docati vetimila per quelli pagati alla Regia Corte cessionari d’essa… et ad obligare essa Università di Stilo, e casali, et huomeni di quelle, et li beni d’essa cossì Bungenzatici, come feudali, salvo Regio assenso, con tutti quelli patti restrittorij et esequtorij in forma». Abate della chiesa dei PP. Conventuali di Stilo, nel 1658 restaura la cappella di famiglia contenente due lapidi riportanti i fasti dei Carnevale.

 

I.2.5     Domenico (Stilo, * 1610; + ?-12-1646). Eletto Vescovo dell’Isola (oggi Isola Capo Rizzuto) il 1 ottobre 1645. Muore a Stilo dove viene sepolto nella chiesa di San Domenico.

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L.1       Scipione. UJD. «Governatore di molte città del regno». Da questa linea si distacca il ramo di Montalto Uffugo.
= Despinetta Giustiniani di Messina.

 

L.2       Stefano. Nel 1644 fu inviato in Spagna in qualità di deputato alla Maestà di Filippo IV in sostegno della libertà demaniale di Stilo. Dimorò in Spagna cinque anni continui e ne riportò favorevole decisione. Aggiunse al cognome il predicato “de’ Giustiniani”.

 

L.3       ( f ). Nel 1647 fugge nelle campagne di Stilo per sottrarsi ad una rivolta popolare e viene soccorsa da un popolano forestiero, per questo lautamente ricompensato.

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M.       Giovanni Battista. Dottore e scrittore,  nel 1620 pubblicò in Napoli un trattato di medicina sulla difterite dal titolo De Epidemico Strangulatorio affectu, accolto al tempo con generale soddisfazione per la serietà delle indagini.

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N.        Giovanni Paolo (Stilo, + ?-2-1647). Appaltatore del trasporto del ferro estratto dalle miniere di Stilo. Muore ucciso dalla folla durante una sedizione popolare. Cognato dell’abate Carlo Crispo.
= ( ? ) Crispo.

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O.        Luca Francesco (vivente in Stilo nel 1630-47). UJD. Sindaco dei Nobili di Stilo nel 1630. In qualità di sindaco propone e fa accettare al re una modifica alle Capitolazioni che regolavano l’Università di Stilo: «Per li detti odierni Sindico et eletti fu resposto: Al Sig. Governatore che provveda servata forma, notar Giuseppe Vitale. In Parlamento congregato in civitate Stilo super reforma et nova Capitulatione sub die 24 mensis novembris 1630 existente sindaco magnifico U.I.D. Luca Francesco Carnovale et supra executione dicte Capitulationis observantia». Nel 1642 fa parte di una deputazione di cinque nobili stilesi, inviata a Madrid presso il Consiglio Collaterale del re di Spagna per dimostrare il modo fraudolento con cui il Concublet marchese d’Arena si era impossessato dell’Università di Stilo. Nel 1647 è procuratore di Stilo in Napoli incaricato di reperire il denaro necessario per riscattare il Regio Demanio. Regio Auditore della Calabria Ultra in Catanzaro, Regio Fiscale Consigliere in Cosenza e Lucania.

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P.         Antonio (vivente in Stilo nel 1626). Dottore. Clerico. In qualità di “persona ben vista” fa da garante insieme a Gio. Battista Contestabile e Domenico Campanella alla “clausola in solidum” necessaria per la scarcerazione del filosofo Tommaso Campanella, avvenuta il 23 maggio 1626.

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Q.        Giuseppe (vivente in Stilo nel 1647). UJD. Pubblica a Napoli nel 1591 una storia della Sicilia: Historie et descrittione del regno di Sicilia di Gioseppe Carnevale dottor di legge.

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R.        Marco (vivente in Stilo nel 1647).

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S.         Ignazio (vivente in Stilo nel 1647). Clerico.

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T.        Paolo (vivente in Stilo nel 1647). Reverendo.

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Secondo Vito Capialbi:

U.1a    Ippolita (Stilo).
= Ettore Capialbi (Monteleone, * 1659), di Giuseppe e Anna Solaro.

 

U.2a    Rosa Maria Capialbi (Monteleone, * ?; + 12-5-1734). Suora “in odore di santità”.

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Secondo Franz von Lobstein:

V.1b    Porzia (Stilo, * 1654; + ?). Patrizia di Stilo.
= Ettore Capialbi (Monteleone, * 1659), di Giuseppe e Anna Solaro.
Nota: Dal confronto fra le fonti bibliografiche, si può ipotizzare che Porzia e T.1a Ippolita siano la stessa persona, indicata una volta con il primo nome e l’altra con il secondo nome.

 

V.2b.1 Nicolina Capialbi (Monteleone, batt. 21-6-1678).
= Domenico Taccone, del barone Pietro, il 14-6-1696.

 

V.2b.2 Lavinia Capialbi (Monteleone, batt. 15-10-1679).

 

V.2b.3 Anna Maria Capialbi (Monteleone, batt. 14-7-1681).

 

V.2b.4 Nicola Capialbi (Monteleone, * 1685).
= Grazia Gemelli Marullo.

 

V.2b.5 Vito Capialbi (Monteleone, * 1691), Antonio. Prosegue la discendenza fino al 1853.
= Ippolita Sacco da Monteleone.

 

 

 

 

 

trapianto in Siracusa, ante 1459
(trasfuso nella fam. di Francesco Candido Leontio ed estinto nel XVII sec.)

 

AA.1  Giovanni Andrea (Stilo, * ?; Siracusa, + ?).  Si trasferì a Siracusa sotto il regno di Alfonso I (1441 – 1459) con l’incarico di Capitano di Giustizia della Val di Noto.
= 1 ( ? ) [matrimonio di collocazione incerta contratto probabilmente prima del trapianto].

 

AA.2.1   Antonio (Stilo, * ?; Siracusa, + ?). Giurato della città nel 1486, patrizio nel 1452. [Forse nato prima del trapianto].
= Beatrice d’Accomando da Siracusa, di Vincenzo.

= 2 ( ? ) Isoldo, di Guidone barone dei Maeggi, in Siracusa nel 1481.

 

AA.2.2   Pietro (Siracusa). Patrizio della città nel 1509.

 

AA.2.3   Giovanni Francesco (Siracusa).

 

 

 

trapianto in Palermo, 1549

 

AB.1   Felice (Stilo, * ?; Palermo, + ?).  Si trasferì a Palermo nel 1549 insieme al figlio Giuseppe.
= 1 ( ? ) [matrimonio contratto prima del trapianto].
Bibliografia: (12) (24)

 

AB.2.1    Giuseppe (Stilo, * ?; Palermo, + ?). Si trasferì a Palermo al seguito del padre.
=
( ? )

 

AB.3.1    Vincenzo (Palermo). Non si conosce l’eventuale discendenza.

 

AB.3.2    Virginia (Palermo).
= don Filippo d’Austria, infante di Tunisi.

 

AB.3.2.1 don Enrico (non ha prole).

 

= 2 donna Eleonora Settimo da Palermo.

 

AB.2.2    Carlo (Palermo). Non si conosce l’eventuale discendenza.

 

 

 

 

 

Fonti:

Archivio privato di Alberto Mario Carnevale.

Grande Platea della Certosa di Serra San Bruno.

Liber Juraventorum.

Processi concistoriali.

 

Bibliografia:

T. Aceti, In Gabrielis Barrii francicani De Antiquitate et situ Calabriae Libros Quinque Prolegomena, Additiones, et Notae. Roma 1737.

L. Aliquò Lenzi – F. Aliquò Tavezzitti, Gli scrittori calabresi, Reggio Calabria 1955.

G. Barrio, De Antiquitate et Situ Calabriae, Napoli 1571.

G. Bisogni de Gatti, Hipponii seu Vibonia Valentiae vel Montisleonis, Ausoniae Civitatis accurata historia in tres libros divisa, Felice Mosca, Napoli 1710.

T. Campanella, Medicinalium, L. VII, cap. III, art. II.

V. Capialbi, Documenti inediti circa la voluta ribellione di T. Campanella, Porcelli, Napoli 1845.

L. Cunsolo, La storia di Stilo e del suo Regio Demanio dal secolo vii ai nostri giorni. Cangemi, 1987.

V. D’Amato, Memorie historiche della città di Catanzaro, Napoli 1670, L. IV.

G. Fiore da Cropani, Della Calabria illustrata – Opera varia istorica ecc., per i soci Domenicantonio Parcino e Michele Luigi Muti, Napoli 1691.

F. von Lobstein, Settecento calabrese ed altri scritti, Vol. I-II, Fiorentino, Napoli 1974.

F. von Lobstein, Settecento calabrese ed altri scritti, Vol. III, Frama Sud, Chiaravalle C.le 1990.

R. Magdaleno, Catalogo XXVIII del Archivo de Simancas – Titulos y privilegios de Napoles (Siglos XVI – XVIII), I- Onomastico, Valladolid 1980.

G. Marafioti, Croniche et antichità di Calabria, Padova 1601.

D. Martire, Calabria Sacra e Profana, ms., I, II, 584r.

C. Minieri Riccio, Memorie storiche degli scrittori nati nel Regno di Napoli, Napoli 1844.

F. Mugnos, Teatro genologico delle famiglie nobili titolate feudatarie ed antiche nobili del fidelissimo Regno di Sicilia viventi ed estinte, Pietro Coppola, Palermo 1647-1670.

M. Pellicano Castagna, “Araldica moderna della Locride”, in Scritti storico-nobiliari, Frama Sud, Chiaravalle Centrale, Catanzaro 1984.

M. Pellicano Castagna, Scritti storico-nobiliari, Frama Sud, Catanzaro.

G. Rohlfs, Dizionario dei cognomi e soprannomi in Calabria, Longo, Ravenna 1993.

G. Soldatini, Notizie storico-genealogiche della famiglia Crea, Fermo 1874.

C. Trasselli, Lo stato di Gerace e Terranova nel Cinquecento, Parallelo 38, Reggio Calabria 1978.

F. Ughelli, Italia Sacra sive de Episcopis Italiae et insularum adjacenteum – Tomo octavus, Venezia 1722.

G. Valente, Storia della Calabria nell’età moderna, Frama, Chiaravalle C.le 1980.

“CronistoriaSistema bibliotecario vibonese”, www.sbvibonese.vv.it.

 

Autore: Alberto Mario Carnevale, dicembre 2008.

 

 

INDICE DELLE FAMIGLIE NOBILI DEL MEDITERRANEO

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Libro d'Oro della Nobiltà Mediterranea
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(Presidente: il XIII duca di San Donato, dott. don Marco, marchese Lupis Macedonio Palermo dei principi di Santa Margherita)

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