BRANCACCIO: LINEE ANTICHE

 

 

 

 

Gregorio Brancaccio (= Gregorius Brancatius), è il più antico componente della famiglia storicamente accertato. Nella prima metà del secolo IX  (tra l’813 e l’849 circa) è menzionato come capitano di una delle navi della città di Sorrento che affrontarono e sconfissero i saraceni in una battaglia presso Ischia. Apparteneva a famiglia napoletana patrizia cospicua. Il cognome Brancaccio forse deriva dalla presenza, nel blasone, di zampe di felino tagliate (= branche). Era ancora ricordato come “Tribuno” nel 961 in un documento dei discendenti. Sposa N.N.

 

Pancrazio Brancaccio, sposa N.N.

 

Vispullo Brancaccio, sposa N.N.

 

A1. Barnaba

A2. Sergio (+ ante 30-9-961)

       = ……….

 

       B1. Gregorio, Tribuno di Napoli nel 961 (carica riservata ai patrizi di tale città), Dominus, il 30-11-961 dona un

              terreno nella pianura maggiore di San Donato alla congregazione della chiesa di San Pietro Apostolo in Napoli, tale

              terra era menzionata nell’atto come “proprietà degli eredi del Tribuno Gregorio Brancaccio”.

              = ………….

 

  C1. Sagacio, secondo la tradizione fu Capitano Generale dell’Imperatore Basilio II nel 990, il suo ritratto è presente

         nella sagrestia di Sant’Angelo a Nilo di Brancaccio a Napoli.

         = ………….

 

                     D1. Burro detto Sarro, Console di Napoli prima dell’11-3-1009, appare in una lettera di Oligano Stella Duca

    di Napoli diretta a Mundo Vescovo di Benevento.

    = …………

 

    (Menzionati come figli di Burro/Sarro Brancaccio in vari documenti del XII secolo, dalle date però

    sembrano più suoi nipoti).

 

    E1. Gregorio (+ ante 1133)

          = ……….

  

          F1. Marino, menzionato come erede nel testamento di Stefano Inferno del 9-8-1133.

                 = ……….

 

    G1. Lisolo, nel 1154 risulta essere Connestabile della città di Napoli.

           = ……….

 

H1. Marino, nel 1186 appare come uno dei feudatari più ricchi del Re Guglielmo II di Sicilia,

       possedeva un feudo (dal nome ignoto) che gli procurava una cospicua rendita e lo

       obbligava a fornire 15 fanti e 9 cavalieri in tempo di guerra.

       = ……….

 

       I1. Landolfo (+ post 1220), fondatore della linea detta di Doglioli (dal nome di un antico

            quartiere di Napoli in cui forse la famiglia aveva residenza). Capostipite dei

            Brancaccio del Vescovo.

                                                  

    E2. Cesare (+ ante 20-7-1131), in un atto del 20-7-1131 il suoi beni furono concessi dal Duca di Napoli

       al monastero di San Severino.      

           = ……….

 

           F1. Gregorio (+ post 26-5-1137).

 

    E3. Giovanni (vediivente 1133 e 3-8-1138)

           = ………….

 

           F1. Bernardo (+ post 1133).

 

A3. Leone

    

 

 

 

 

 

 

INDICE DELLE FAMIGLIE NOBILI DEL MEDITERRANEO

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  • Libro d'Oro della Nobiltà Mediterranea
  • (Presidente: il XIII duca di San Donato, dott. don Marco, marchese Lupis Macedonio Palermo dei principi di Santa Margherita)

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